Nel lontano 1895, la fortuita scoperta dei raggi X da parte del fisico tedesco Wilhelm Röntgen aprì orizzonti inimmaginabili per la medicina. La prima immagine radiografica della mano di sua moglie, con tanto di anello, divenne un simbolo di questa rivoluzionaria tecnologia. A a circa 130 anni di distanza, l’equipaggio della missione privata Fram2 di SpaceX ha compiuto un’impresa altrettanto audace: ha realizzato la prima radiografia di un essere umano nello Spazio, in orbita terrestre.
Una missione spaziale privata con obiettivi scientifici ambiziosi
Lanciata il 31 marzo, la missione Fram2 ha visto un inedito quartetto di passeggeri intraprendere il primo volo spaziale umano in orbita polare. Finanziata dal miliardario maltese del settore delle criptovalute Chun Wang, che ha coinvolto 3 colleghi esperti di spedizioni polari, la missione si è distinta per un programma di ricerca scientifica particolarmente intenso.
Durante i 3 giorni e mezzo trascorsi nello Spazio, l’equipaggio ha condotto ben 22 esperimenti. Tra questi, l’osservazione dei poli terrestri, la coltivazione di funghi e, soprattutto, la realizzazione delle prime immagini radiografiche di un corpo umano in ambiente orbitale.
Dalla mano all’addome: la tecnologia radiografica testata nello Spazio
Dopo il successo della prima radiografia alla mano, l’equipaggio di Fram2 ha proseguito la dimostrazione tecnologica acquisendo una serie di ulteriori immagini diagnostiche. Sono state ottenute radiografie dell’avambraccio, del bacino, dell’addome e del torace. Gli astronauti hanno inoltre utilizzato i raggi X per esaminare componenti elettronici, aprendo la strada all’impiego di questa tecnologia come strumento diagnostico per l’hardware in missioni future. Un ulteriore traguardo è stata la dimostrazione di una scansione DXA (assorbimetria a raggi X a doppia energia).
Rientro e analisi post-volo
La capsula Crew Dragon “Resilience” di Fram2 ha compiuto un ammaraggio venerdì 4 aprile nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di Oceanside, in California. L’equipaggio è stato recuperato dalla nave di SpaceX. Giunti al Johnson Space Center della NASA a Houston, gli astronauti si sono dedicati ad una serie di esperimenti post-volo e alla raccolta di dati biometrici per monitorare il loro recupero dall’ambiente di microgravità.



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