Morte Maradona, l’esito dell’autopsia: cosa è emerso su droghe e alcol

Nella giornata di domani dovrebbero essere sentite come testimonianze le sorelle di Maradona: i dettagli dell'autopsia

Nessuna traccia di alcol o droghe nel corpo di Diego Armando Maradona ma una cirrosi epatica in stato avanzato. E’ quanto rivelato, durante il processo sulla morte dell’ex Pibe de Oro, da tre esperti della polizia scientifica, specialisti in tossicologia e istopatologia, Alejandro Vega, Silvana De Piero ed Ezequiel Ventosi. Davanti ai giudici del Tribunale di San Isidro, Vega ha confermato in particolare che il cuore dell’ex calciatore era più grande della norma – 503 grammi contro una media di 250-300 per una persona di 60 anni – e al suo interno era presente del liquido, oltre ad aver riscontrato un’ischemia di lunga data.

Il rene, inoltre, presentava una funzione alterata e sono stati trovati degli edemi nel cervello, nel cuore e nei polmoni. “C’erano organi danneggiati da tempo e il suo corpo non aveva la capacità di eliminazione i liquidi in eccesso”, la testimonianza di Vega a supporto dunque della tesi della negligenza portata avanti dall’accusa. Per quanto riguarda gli esami effettuati su sangue e urina, non sono state trovate droghe (negativo a cocaina, marijuana, estasi e anfetamine) né alcol, ma in compenso sono emerse tracce di vari psicofarmaci. Nella giornata di domani dovrebbero essere sentite come testimonianze le sorelle di Maradona – Ana, Rita e Claudia -, e l’ex compagna Veronica Ojeda, dalla quale aveva avuto Diego Fernando.