Terremoto Myanmar, il bilancio drammatico dell’OMS: sanità al collasso, fame, caldo estremo e rischio alluvioni aggravano la crisi

A Sagaing i danni alle infrastrutture sono ingenti: circa una casa su 3 è crollata, si registra una crescente carenza di cibo, acqua pulita e medicinali

Strutture sanitarie sopraffatte dai pazienti, molte danneggiate e con operatività limitata. E una “devastazione” dalla “portata immensa”, nonostante il supporto delle squadre internazionali. Sono alcuni ‘flash’ della situazione in Myanmar dopo il sisma. Una situazione disperata. A Sagaing, per esempio, i danni alle infrastrutture sono ingenti, circa una casa su 3 è crollata, si registra una crescente carenza di cibo, acqua pulita e medicinali, perché le scorte scarseggiano sia lì che nei comuni limitrofi. Sul fronte sanitario, va considerato che “anche gli operatori e le loro famiglie” sono stati “colpiti a loro volta dal terremoto”. Molte persone rimaste senza un tetto sono in strada e “con il caldo estremo nella zona c’è anche un alto rischio di colpi di calore”. In tutto questo, le operazioni di soccorso rimangono “altamente impegnative”. A tracciare il quadro è stata l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nell’ultimo aggiornamento del situation report.

I feriti sono talmente tanti che – spiega l’agenzia – sono urgentemente necessarie forniture per le trasfusioni e il Consiglio di amministrazione dello Stato (Sac) chiede donazioni di sangue. Inoltre, riferisce l’Oms, sono urgentemente necessari “sacchi per cadaveri e dispositivi di protezione individuale per le squadre di soccorso”. Il caldo va da 35 a 40 gradi durante il giorno e il rischio di incendi potrebbe esacerbare la situazione critica generale. Ma c’è anche un rischio di forti piogge in molte parti del Paese. Il che potrebbe mettere ulteriormente alla prova le operazioni di soccorso per via della carenza di rifugi temporanei. Fra i rischi c’è anche quello di esposizione all’amianto, per effetto del crollo degli edifici più vecchi. E c’è anche il timore che una diga possa crollare nell’area, causando potenzialmente inondazioni in diverse comunità a valle e aggravando la situazione.

La situazione

Nel dettaglio, la situazione nelle città colpite, vede a Mandalay cittadini che restano all’aperto per via delle scosse di assestamento e dei danni agli edifici. “Molti partner sanitari – aggiunge l’Oms – stanno dispiegando le loro cliniche mobili. A Sagaing non c’è cibo e manca l’acqua per l’assenza di elettricità e i danni alle cisterne. Ci sono molti sfollati e risiedono temporaneamente in edifici religiosi a causa del crollo di molte case”. Sul fronte sanitario, il Sagaing General Hospital “è estremamente sovraccarico e non ci sono strutture ospedaliere private funzionanti”, segnala l’Oms. “E’ urgente fornire servizi di assistenza secondaria” in questa città.

Nella capitale Nay Pyi Taw molti edifici di edilizia popolare sono stati danneggiati o sono crollati. Almeno 20 sono stati colpiti duramente dal sisma e molte persone attualmente soggiornano vicino alle strade e in spazi pubblici aperti, come gli stadi di calcio. Sono stati segnalati danni anche all’ospedale da mille posti letto. Fino a 300 persone (operatori sanitari e pazienti) sono state colpite in questo ospedale. E poiché c’è un numero crescente di pazienti che si rivolge ai servizi sanitari, urgono dispositivi medici portatili per raggi X e sale operatorie temporanee. E sono essenziali anche sistemi di purificazione dell’acqua. Finora gli operatori sanitari in prima linea hanno ricevuto dalle Nazioni Unite fino a 65 tende familiari per ulteriore supporto umanitario, poiché sono stati colpiti loro stessi dal sisma.