Dormire bene è fondamentale per il cervello in crescita, soprattutto durante l’adolescenza. Uno studio dell’Università di Cambridge e dell’Università Fudan di Shanghai, condotto su oltre 3.200 ragazzi con dispositivi Fitbit, ha rivelato che andare a letto tardi e dormire poco si associa a volumi cerebrali ridotti, connessioni neurali più deboli e prestazioni cognitive inferiori.
Il fenomeno è spesso legato all’uso notturno dei social media, che altera i ritmi sonno-veglia. I dati mostrano che gli adolescenti consapevoli dei rischi dell’iperconnessione sono tanti: il 48% ritiene che i social abbiano effetti negativi sui coetanei, il 20% su sé stessi.
Secondo Sara Carucci, neuropsichiatra a Cagliari, le scansioni cerebrali evidenziano danni duraturi, in particolare nelle aree legate alla memoria, come l’ippocampo. Le differenze tra chi dorme poco e chi dorme a sufficienza persistono nel tempo, indicando che cattive abitudini di sonno possono alterare stabilmente lo sviluppo cognitivo.
Il tema è al centro del convegno nazionale SINPF-SINPIA, dedicato alla salute mentale in età evolutiva. Gli esperti invitano a promuovere buone abitudini del sonno fin da piccoli e a ridurre l’uso serale di smartphone, per favorire un sano sviluppo cerebrale e mentale nei giovani.


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