Nel 2024, il Brasile ha registrato la peggior ondata di incendi forestali in 70 anni. Lo riferisce uno studio delle Ong internazionali Global Forest Watch (GFW) e World Resources Institute (WRI) ripreso dai media locali, in cui si evidenzia che per la prima volta da quando sono iniziate le misurazioni, gli incendi, e non l’agricoltura, sono stati la causa principale della perdita di foreste primarie. Complessivamente, il 66% della perdita di foreste primarie del Paese è imputabile ai roghi, alimentati da una delle peggiori siccità mai verificate nella storia.
Il rapporto 2024 mostra che la foresta pluviale amazzonica ha registrato la maggiore perdita di copertura arborea dal 2016, mentre il Pantanal ha registrato la più alta percentuale di vegetazione persa. In termini di superficie persa, il Brasile è responsabile del 42% delle perdite di foresta tropicale primaria nel mondo (dove gli incendi sono stati responsabili di quasi il 50% di tutta la distruzione).
Gli incendi hanno inoltre peggiorato la qualità dell’aria, messo a dura prova le riserve idriche e messo a repentaglio la vita e i mezzi di sussistenza di milioni di persone.
A livello globale, i roghi hanno emesso 4,1 gigatonnellate di gas serra, più di 4 volte le emissioni prodotte da tutti i viaggi aerei del 2023.


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