La Casa Bianca ha presentato la proposta di bilancio federale “skinny budget” per il 2026, con implicazioni dirompenti per il programma Artemis della NASA, che mira a riportare l’uomo sulla Luna e a stabilire una presenza umana sostenibile sul nostro satellite entro la fine del decennio. Il piano prevede tagli storici al bilancio dell’agenzia spaziale e un radicale ridisegno delle sue missioni.
Addio a SLS, Orion e Gateway
Il documento di bilancio prevede una riduzione di 879 milioni di dollari ai fondi destinati ai “legacy human exploration systems” della NASA. Questo significa la progressiva dismissione del razzo Space Launch System (SLS) e della capsula Orion – pilastri del programma Artemis – dopo 2 soli ulteriori voli. È prevista anche la cancellazione immediata di Gateway, la stazione spaziale in orbita lunare che doveva fungere da piattaforma logistica per le future missioni lunari.
La motivazione fornita è essenzialmente economica. Il documento definisce SLS un sistema eccessivamente costoso, con un costo per lancio di 4 miliardi di dollari e una spesa totale superiore del 140% rispetto alle previsioni iniziali. In sostituzione, il governo intende finanziare “sistemi commerciali più efficaci dal punto di vista dei costi”, presumibilmente forniti da SpaceX e Blue Origin, già coinvolte nello sviluppo di lander lunari e vettori di nuova generazione come Starship e New Glenn.
I voli finali di SLS e Orion
SLS e Orion hanno volato insieme una sola volta, durante la missione Artemis I del 2022, che ha visto la capsula compiere un volo di 25 giorni in orbita lunare senza equipaggio. I 2 sistemi avranno un’ultima occasione con Artemis II e Artemis III: la prima porterà 4 astronauti in orbita lunare nel 2026, la 2ª prevede l’allunaggio umano nei pressi del Polo Sud lunare nel 2027.
Gateway, al contrario, verrebbe cancellata senza ulteriori sviluppi. Eppure, i lavori erano già in corso: il modulo abitativo principale, HALO, è arrivato negli Stati Uniti il mese scorso dall’Italia, dove è stato costruito.
Tagli storici al bilancio NASA
Il bilancio proposto rappresenta una riduzione senza precedenti del 25% rispetto al 2025, con un taglio complessivo di 6 miliardi di dollari. Secondo la Planetary Society, sarebbe il più grande taglio annuale nella storia dell’agenzia.
Le conseguenze si estenderebbero ben oltre Artemis. La proposta prevede la fine del programma Mars Sample Return – che mirava a riportare campioni di suolo marziano sulla Terra – e la cancellazione dei finanziamenti per satelliti climatici considerati “a bassa priorità”. I programmi di scienze spaziali ed Earth Science subirebbero riduzioni rispettivamente di 2,3 miliardi e 1,2 miliardi di dollari.
Una corsa contro la Cina, ma a quale costo?
Secondo il documento, questi tagli sono in linea con l’obiettivo dell’amministrazione di “ritornare sulla Luna prima della Cina e portare l’uomo su Marte”. Tuttavia, il ridimensionamento della NASA solleva interrogativi su come conciliare ambizioni spaziali sempre più complesse con risorse drasticamente ridotte.


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