In una sorprendente inversione delle accuse, la Cina ha puntato il dito contro gli Stati Uniti in merito all’origine del Covid-19, in risposta alle dichiarazioni del presidente Donald Trump. Secondo un libro bianco pubblicato dall’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato cinese, il virus SARS-CoV-2 potrebbe non essere nato a Wuhan, bensì negli Stati Uniti. Il documento rappresenta una risposta diretta alle continue affermazioni dell’amministrazione Trump, che ha accusato ripetutamente il laboratorio di virologia di Wuhan (WIV) di essere l’origine della pandemia. Il laboratorio, effettivamente impegnato in studi sui coronavirus in quel periodo, è stato al centro di varie teorie sostenute da Washington, nonostante la mancanza di prove definitive.
Le autorità cinesi, però, ribaltano la narrazione: “il governo degli Stati Uniti, invece di affrontare apertamente i propri fallimenti nella gestione della pandemia e riflettere sulle proprie mancanze, ha cercato di spostare la colpa politicizzando senza vergogna le indagini sulle origini del virus”, si legge nel libro bianco. Pechino va oltre e sollecita un’indagine internazionale indipendente anche negli Stati Uniti: “un’indagine approfondita sull’origine del virus dovrebbe essere condotta sul territorio americano. Gli Stati Uniti devono rispondere alle legittime preoccupazioni della comunità internazionale e fornire risposte responsabili al mondo intero”.
Il documento
Il documento evidenzia inoltre come, tra maggio e ottobre 2019, si siano verificati negli Stati Uniti alcuni focolai di malattie respiratorie che – secondo le autorità cinesi – potrebbero essere stati precoci casi di Covid-19. “Numerose evidenze suggeriscono che il virus potrebbe essere emerso negli USA prima della data ufficialmente dichiarata e persino prima dell’epidemia in Cina”.
Nel testo si legge anche che già a gennaio 2020 gli Stati Uniti sarebbero stati a conoscenza della diffusione del nuovo coronavirus all’interno dei propri confini, ma avrebbero deliberatamente minimizzato la gravità della situazione. “L’America ha scelto di ignorare il problema, trasformando la Cina nel capro espiatorio della sua risposta inefficace alla pandemia”.
Il libro bianco accusa Washington di aver fallito nella condivisione tempestiva delle informazioni con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e invita il governo statunitense a smettere di “cercare scuse esterne per i suoi problemi interni”. “Gli Stati Uniti non possono continuare a ignorare le numerose domande che il mondo si pone sul loro comportamento”.
Questa nuova ondata di accuse mostra come la questione dell’origine del virus rimanga altamente politicizzata e ancora oggetto di scontro diplomatico tra superpotenze.



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