La fine della Cometa Swan: il viaggio verso il Sole si conclude con la disintegrazione

La cometa Swan, dopo aver brevemente illuminato i nostri cieli, ha concluso la sua corsa in modo inaspettato

La cometa C/2025 F2 (Swan), che aveva destato l’interesse degli appassionati di astronomia con le previsioni di una discreta visibilità serale in occasione del suo perielio previsto per oggi, 1° maggio, ha subito un epilogo opposto. Come riportato in un approfondimento pubblicato su Media INAF a firma del ricercatore INAF Albino Carbognani, la cometa ha cessato di esistere come corpo celeste compatto.

Un inizio promettente, poi il declino

Inizialmente, le aspettative per l’osservazione della cometa Swan erano positive. Carbognani ricorda che in precedenza si era parlato del suo passaggio al perielio con una magnitudine prevista di +5 e una finestra di osservabilità serale intorno alle 21 locali, a circa 11 gradi di altezza sull’orizzonte Ovest, nella costellazione del Toro. Il normale comportamento di una cometa durante l’avvicinamento al Sole prevede un aumento della sublimazione dei suoi componenti volatili, con conseguente incremento della luminosità. La cometa Swan non aveva fatto eccezione, manifestando addirittura un “outburst” il 5 aprile, un improvviso aumento di luminosità della chioma, indicativo di una maggiore emissione di gas e polveri. In quel periodo, la chioma si presentava con il caratteristico colore verde dovuto all’emissione delle bande di Swan della molecola biatomica del carbonio, suggerendo una composizione ricca di gas.

Tuttavia, questo stesso “outburst” si è rivelato fatale per la cometa. A partire dal 16 aprile, come evidenzia Carbognani, “la cometa ha iniziato a indebolirsi perdendo la condensazione centrale, ossia la parte più interna e luminosa della chioma, indice di una frammentazione del nucleo“. Attualmente, la cometa Swan brilla attorno alla magnitudine +8, con una tendenza alla diminuzione della luminosità, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe con l’avvicinarsi al perielio per una cometa integra. La triste conclusione è che “quello che resta della cometa si disperderà definitivamente nello Spazio“.

Le possibili cause della disintegrazione della cometa C/2025 F2 (Swan)

La disintegrazione di un nucleo cometario durante il passaggio al perielio non è un evento raro, soprattutto per le comete di piccole dimensioni o per quelle al loro primo passaggio ravvicinato al Sole. Carbognani spiega che le cause possono essere molteplici. Tra queste, lo “stress termico“, causato dal rapido riscaldamento solare che porta a una sublimazione intensa dei ghiacci, con un conseguente aumento della pressione interna che può frantumare il nucleo. Un’altra possibile causa è la “forza di marea” esercitata dal Sole, dovuta alla differenza di gravità sulle diverse parti del nucleo. Tuttavia, nel caso della cometa Swan, la disintegrazione è avvenuta a circa 200 milioni di km dal Sole, rendendo questa causa improbabile.

L’instabilità rotazionale è un’ulteriore ipotesi. Un degassamento asimmetrico del nucleo può indurre una rotazione sempre più veloce, fino a superare la “spin-barrier”, un limite oltre il quale la forza centrifuga prevale sulla coesione del nucleo. Per un nucleo cometario a bassa densità, questa soglia si aggira intorno alle 3,5-4 ore di periodo di rotazione. Se il periodo scende al di sotto di questo valore, si verifica la rottura. Infine, la causa più probabile per la disintegrazione della cometa Swan, secondo Carbognani, risiede nella “semplice debolezza strutturale” del nucleo. In questo scenario, “il nucleo cometario può avere una forza di coesione talmente debole che basta l’aumento dell’attività di sublimazione per disperderne nello Spazio i blocchi che lo compongono“.

In definitiva, la cometa Swan, dopo aver brevemente illuminato i nostri cieli con la promessa di uno spettacolo celeste, ha concluso la sua corsa in modo inaspettato, vittima, con ogni probabilità, della sua intrinseca fragilità strutturale.