Focolaio di listeriosi in ospedali e aeroporti, 10 persone ricoverate: allerta per cibi contaminati, ecco dove

I campioni prelevati dagli alimenti confezionati sono risultati positivi al ceppo di listeria responsabile del focolaio

Un focolaio di listeriosi legato a prodotti alimentari pronti al consumo ha provocato almeno 10 casi di infezione negli Stati Uniti, con diversi pazienti che hanno richiesto il ricovero ospedaliero. A renderlo noto è la Food and Drug Administration (FDA), che ha avviato un’indagine congiunta con le autorità sanitarie statali e locali. I prodotti interessati sono stati distribuiti in Arizona, California, Nevada e Washington, in punti vendita al dettaglio e strutture di ristorazione, inclusi ospedali, hotel, negozi di alimentari, aeroporti e compagnie aeree.

I campioni prelevati dagli alimenti confezionati sono risultati positivi al ceppo di listeria responsabile del focolaio. Secondo la FDA, sei delle dieci persone contagiate erano già ricoverate in strutture sanitarie prima di manifestare i sintomi dell’infezione. In almeno tre di questi casi, i pazienti avevano consumato prodotti dell’azienda durante la degenza. I sintomi della listeriosi possono comparire entro due settimane dall’ingestione del cibo contaminato e vanno da febbre, dolori muscolari, nausea, vomito e diarrea a forme gravi come mal di testa, rigidità del collo, confusione, perdita di equilibrio e convulsioni.

I dati

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha riferito che i casi risalgono al periodo dicembre 2023 – settembre 2024. Le autorità avevano inizialmente avviato l’indagine lo scorso anno, ma la mancanza di prove sufficienti aveva ritardato l’identificazione della fonte. L’inchiesta è stata riaperta nell’aprile 2025, dopo che nuovi test hanno permesso di risalire ai prodotti contaminati.

Un’azienda ha avviato volontariamente il ritiro di diversi prodotti pronti al consumo, contrassegnati da date di scadenza comprese tra il 22 aprile e il 19 maggio 2025. Le autorità federali invitano i consumatori e i rivenditori a verificare immediatamente i prodotti acquistati e a non consumare o servire quelli coinvolti nel richiamo. La situazione resta sotto osservazione da parte della FDA e del CDC, che stanno lavorando per individuare eventuali altri casi collegati all’epidemia.