La sonda sovietica Kosmos 482, lanciata nel lontano 1972, sta per concludere il suo lungo viaggio in orbita terrestre. Dopo più di mezzo secolo trascorso nello Spazio a causa di un malfunzionamento al lancio, il veicolo sta ora rientrando nell’atmosfera terrestre. Secondo le ultime previsioni, la finestra di rientro è tra le 06:30 e le 08:30 ora italiana di oggi, 10 maggio 2025, come riportato dall’astrofisico Jonathan McDowell.
L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha previsto una finestra di rientro più ampia, compresa tra le 4 e le 13 ora italiana, mentre l’azienda statunitense Kayhan Space ha fornito una stima più precisa, centrata intorno alle 08:28 ora italiana, con un margine di errore di circa 2,4 ore.
*** AGGIORNAMENTO ***
Un oggetto fuori controllo in rotta verso la Terra
Il modulo di discesa di Kosmos 482 è largo circa un metro e pesa circa 495 kg. La traiettoria di rientro è, come sempre in questi casi, difficile da determinare con precisione, soprattutto a causa dell’effetto imprevedibile della resistenza atmosferica. La sonda potrebbe cadere in qualsiasi punto della fascia compresa tra i 52 gradi di latitudine Nord e Sud, una vasta area che include la maggior parte delle regioni popolate del mondo.

Nonostante ciò, gli esperti rassicurano: le probabilità che il relitto colpisca una persona sono estremamente basse, stimate intorno a una su diverse migliaia, secondo McDowell. Inoltre, come nella maggior parte dei rientri incontrollati, è più probabile che il detrito finisca in mare.
Kosmos 482: un’eredità della corsa allo Spazio
Kosmos 482 era parte del programma sovietico Venera, progettato per esplorare il pianeta Venere. Sorella della riuscita Venera 8, la sonda avrebbe dovuto atterrare sul pianeta nel 1972. Tuttavia, a causa di un problema al razzo Soyuz che la trasportava, non riuscì a raggiungere la velocità necessaria per uscire dall’orbita terrestre.

Da allora, il modulo è rimasto intrappolato in un’orbita ellittica intorno alla Terra, un vagabondo spaziale dimenticato che oggi si appresta a rientrare. Essendo stato progettato per sopravvivere all’estrema pressione e temperatura dell’atmosfera venusiana, è probabile che Kosmos 482 resista al rientro atmosferico e tocchi il suolo con velocità prossime ai 242 km/h.
La punta dell’iceberg: i detriti spaziali
Il caso di Kosmos 482, seppur affascinante, è solo la punta dell’iceberg di un problema sempre più urgente: i detriti spaziali. Secondo l’ESA, oltre 1,2 milioni di oggetti più grandi di 1 centimetro orbitano attorno alla Terra. Di questi, una parte significativa è costituita da satelliti dismessi, stadi di razzi e frammenti di collisioni orbitali.
Il rapporto pubblicato dall’ESA ad aprile sottolinea che attualmente, più di 3 oggetti spaziali di grandi dimensioni rientrano nell’atmosfera ogni giorno, spesso in modo incontrollato. Secondo gli esperti, i rientri di grandi oggetti sono in aumento, soprattutto per quanto riguarda vecchi satelliti e veicoli lanciati durante la corsa allo spazio negli anni ’60 e ’70.
La necessità di una nuova gestione dello Spazio
Secondo gli scienziati e le agenzie spaziali, la proliferazione di detriti rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza spaziale e terrestre. Con l’aumento dei satelliti in orbita – specialmente quelli delle megacostellazioni per la comunicazione – è urgente stabilire regole chiare per la gestione del fine vita degli oggetti spaziali.



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