Maltempo Lazio, il tornado a Viterbo e il confronto con le immagini satellitari

Un tornado silenzioso, ma reale: come è stato rilevato

Nel pomeriggio di domenica 27 aprile 2025, una tromba d’aria ha attraversato una zona rurale tra Montefiascone e Celleno, in provincia di Viterbo. Sebbene l’evento non abbia causato danni evidenti a persone o strutture, si è trattato di un fenomeno atmosferico significativo dal punto di vista scientifico.

Un vortice quasi invisibile, rilevato dal satellite

Grazie all’analisi delle immagini satellitari Sentinel-2, aggiornate 48 ore dopo l’evento, è stato possibile identificare con chiarezza la traccia lasciata dal tornado: un solco di vegetazione appiattita lungo circa 1,2 km e largo 25 metri. Nessun edificio colpito, nessuna persona ferita, eppure il segno a terra ha confermato la presenza del fenomeno.

Questa evidenza, pur priva di danni materiali, è fondamentale per la climatologia tornadica italiana, dove gli eventi più deboli spesso passano inosservati.

Landspout, non supercella: le caratteristiche del tornado

Le prime valutazioni indicano che si è trattato di un landspout, una forma di tornado che si sviluppa in assenza di mesociclone. Si tratta generalmente di vortici più deboli e localizzati.

L’intensità stimata è pari a una F0 sulla Scala Fujita, con venti compresi tra 105 e 137 km/h. Tuttavia, in assenza di danni a strutture, l’evento è stato classificato come IFU/FU (Intensity Unknown/Fujita Unknown).

Impatto al suolo: solo vegetazione danneggiata

Il tornado si è sviluppato in un’area agricola, evitando completamente abitazioni o infrastrutture. Le uniche alterazioni visibili sono strisce di vegetazione abbattuta, tipiche dei tornado di debole intensità. Si ipotizzano anche lievi danni alla vegetazione, ma non sono stati segnalati incidenti.

Tornado Viterbo
Traiettoria tornado Viterbo – fonte: Pretemp

Ogni evento rilevato e documentato contribuisce a migliorare la conoscenza dei fenomeni tornadici in Italia.

Confronto con il tornado del 30 agosto 2020: la differenza è netta

Un elemento interessante è la vicinanza geografica al percorso di un altro tornado, molto più violento, che colpì la stessa zona il 30 agosto 2020. Quell’episodio causò danni gravi a edifici, alberi e infrastrutture, con due feriti e interruzioni elettriche.

Il tornado del 2020 seguì una traiettoria sud-ovest/nord-est, mentre quello del 2025 si è mosso in direzione opposta. Un confronto che evidenzia la variabilità dei tornado anche su scala locale.

Evento Data Intensità Danni principali Lunghezza Direzione Note
Tornado 2025 27 aprile 2025 F0 (IFU/FU) Solo vegetazione ≥1,2 km NE → SW Nessun danno documentato
Tornado 2020 30 agosto 2020 F1/F2 Feriti, danni a tetti e alberi Non nota SW → NE Evento distruttivo con blackout

Cosa ci insegna questo evento

  • Il tornado del 27 aprile 2025 rientra tra i fenomeni di debole intensità ma rappresenta un’importante testimonianza osservativa.
  • La sua prossimità spaziale al tornado del 2020 evidenzia quanto possano essere variabili questi fenomeni nel tempo e nello spazio.
  • Ogni evento viene archiviato e studiato per migliorare la comprensione della climatologia tornadica italiana e le strategie di prevenzione del rischio.

Conclusioni

Anche un tornado di debole intensità può offrire indicazioni preziose. L’evento del 27 aprile 2025 tra Montefiascone e Celleno è stato documentato grazie alla tecnologia satellitare e rappresenta un importante caso studio.

Studiare, documentare e informare: queste restano le chiavi per comprendere e affrontare i fenomeni meteorologici estremi, sempre più frequenti anche in Italia.