Un’enorme porzione del ghiacciaio Birch, nelle Alpi svizzere, si è staccata nel pomeriggio di oggi, mercoledì 28 maggio, causando una valanga di ghiaccio, fango e roccia che si è abbattuta su un villaggio di montagna, Blatten, evacuato all’inizio del mese a causa del rischio di frane, hanno dichiarato le autorità. “Un’incredibile quantità di materiale si è riversata a valle con un fragore”, ha dichiarato Matthias Ebener, portavoce delle autorità locali, osservando che non sono state segnalate vittime. Secondo il “Walliser Bote”, al momento del crollo nella regione è stato registrato un terremoto di magnitudo 3.1.
Secondo il comando regionale, i detriti hanno raggiunto il villaggio di Blatten e molte case sono state distrutte. In un messaggio inviato ai residenti alle 16:30, il comune di Blatten ha spiegato: “è successo l’inconcepibile. Circa 45 minuti fa si è verificata una frana glaciale di grandi dimensioni. Gran parte del villaggio è interessata”. Inoltre, i detriti hanno bloccato il fiume Lonza.
Una persona risulta dispersa, scrive l’agenzia di stampa elvetica Keystone-ATS.
Il Consiglio di Stato del Vallese aveva deciso in mattinata di dichiarare la situazione speciale allo scopo di consentire “una risposta rapida, eventualmente mobilitando diverse risorse di intervento importanti (l’ente di gestione cantonale, la Protezione Civile e persino l’esercito) non appena necessario”, ha spiegato il Consiglio di Stato in un comunicato stampa. Le forze di pronto intervento sono sul posto per valutare la situazione e pianificare gli interventi.
La Polizia ha isolato l’intera area e il Canton Vallese ha chiesto il supporto dell’esercito, che ha già confermato la sua disponibilità ad intervenire.
Un significativo aumento dell’attività sul ghiacciaio era già stato osservato nella notte tra martedì 27 e mercoledì 28, con un crollo importante intorno alle 4 del mattino di mercoledì. Si è trattato del secondo caso del genere dopo quello verificatosi nelle prime ore di martedì sera, ha spiegato Fernando Lehner, membro dello staff regionale del Lötschental.
Questi blocchi di pietra si sono staccati dal Kleines Nesthorn, una cima che supera i 3.000 metri. La cima è sotto sorveglianza da oltre vent’anni. Ma dal recente aumento dei segnali di instabilità, gli scienziati svizzeri si sono alternati ai margini della montagna, cercando di prevederne i movimenti e le frane.











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