Dopo i primi forti temporali di oggi, con grandine grossa nell’Imperiese, nel pomeriggio-sera di domani, domenica 15 giugno, è atteso un nuovo e più intenso peggioramento del tempo al Nord Italia, con temporali molto forti in grado di produrre fenomeni estremi. Il servizio PRETEMP (gruppo di lavoro che si pone l’obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano) ha pubblicato un nuovo bollettino di previsioni probabilistiche che avvisa sul forte maltempo atteso sulle regioni del Nord domani. Gli esperti di PRETEMP hanno emanato una previsione di pericolosità di livello 2 per Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
“Tra domenica pomeriggio e fino alle prime ore di lunedì è atteso un peggioramento delle condizioni meteo al Nord Italia soprattutto tra Piemonte, Lombardia, Veneto, e Friuli-Venezia Giulia. Sono previsti temporali forti con grandinate di dimensioni medie (2-4 cm di diametro) o localmente grandi (>6 cm), associate a intense raffiche di vento lineari puntualmente >100 km/h e piogge abbondanti in poco tempo con rischio di allagamenti nelle zone montuose e/o pedemontane. I fenomeni saranno più probabili tra la sera di domenica e la notte con temporali organizzati che potranno colpire ampie aree tra Lombardia orientale Veneto e FVG in un livello di pericolosità e probabilità 2”, si legge nel bollettino.
“Il rischio tornado è basso ma non del tutto escluso in pianura in presenza di condizioni locali favorevoli al transito dei temporali organizzati alla mesoscala su aree più estese. Le zone più esposte saranno comunque le Prealpi lombarde, comprese le immediate pianure, in estensione al Veneto e il Friuli-Venezia Giulia”, viene spiegato.
I dettagli
“Una modesta ondulazione ciclonica in quota, in arrivo dalla Francia, tenderà a isolarsi tra domenica sera e le prime ore di lunedì sulle regioni settentrionali italiane. Questo scenario, associato a una blanda accelerazione del getto Oltralpe, favorirà infiltrazioni di vorticità potenziale e un generale aumento dell’instabilità atmosferica, con CAPE elevato (fino a 2500-3000 J/kg), specie nelle aree prealpine e pedemontane dal Piemonte, Lombardia e infine Veneto e FVG”, riporta il bollettino PRETEMP.
“Il cedimento parziale del cuneo subtropicale, unito alla progressiva erosione di quest’ultimo agevolerà l’innesco della convezione nel corso del pomeriggio-sera di domenica, dapprima su settori alpini occidentali, con successiva estensione verso le pianure del nord-est, in un profilo termicamente sempre più instabile. L’interazione tra forzature orografiche e forcing dinamici potrà favorire lo sviluppo di sistemi convettivi organizzati, in particolare MCS (sistemi convettivi alla mesoscala) piuttosto estesi, attesi tra la serata e la notte soprattutto nella fascia compresa tra la Lombardia orientale, la pianura veneta e il Friuli-Venezia Giulia. Risulta piuttosto elevato il rischio di downburst, anche violenti, dato l’accoppiamento tra shear e CAPE, in aggiunta anche agli alti valori di DCAPE e discreti incrementi del windshear verticale (>15-20 m/s), che potranno favorire l’accelerazione di eventuali gust front a livello superficiale, con possibili formazioni di bow-echo, pur sempre in ambiente multicellulare”, viene spiegato.
Gli esperti di PRETEM stimano “raffiche massime di tempesta possibili fino al 10°-11° grado della scala Beaufort (>100-110 km/h) in particolare nella fascia padano-veneta centrale. Per questo motivo è stato posto un livello 2 per downburst, ai limiti per l’emissione di un livello 3 per estensione”.
“La grandine rappresenta un ulteriore elemento di rischio: in prevalenza saranno possibili chicchi di medie dimensioni (2-4 cm) all’interno delle celle temporalesche più attive, con possibilità di chicchi più consistenti nel diametro (>5-6 cm) in presenza di una supercella aggregata in attiguità del sistema temporalesco stesso. Tale scenario è previsto in larga parte dalla sera, in prossimità delle Prealpi Lombarde (Brianza), fino al Veronese e alla Lessinia nel corso della serata. I rovesci grandinigeni inoltre potranno essere associati alle forti raffiche di vento lineari e pioggia”, viene evidenziato.
“I temporali potrebbero inoltre determinare accumuli pluviometrici di natura convettiva superiori ai 100 mm/6h, specie in presenza di sistemi più stazionari o rallentati dall’orografia. Le zone a maggiore rischio di piogge concentrate si collocano tra il Bellunese e il Friuli nord-orientale, dove l’effetto stau notturno potrebbe intensificare gli apporti di precipitazione, con rischio di alluvioni lampo. Il rischio tornadico appare invece marginale: shear nei bassi strati debole (0-3 km), LCL pomeridiani elevati (oltre 1200-1500 m), solo in diminuzione serale. L’organizzazione del sistema temporalesco alla mesoscala potrebbe in parte compensare, specie sulle pianure, un ambiente inizialmente sfavorevole alla convezione severa, per possibili rinforzi del windshear con nuove convergenze o, al più, interazioni del vento superficiale con cold pool pregresse nell’hinterland padano”, conclude il bollettino PRETEMP.
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