Il cielo in fiamme: la Terra colpita da una tempesta geomagnetica di rara intensità | FOTO

Aurore spettacolari sono state avvistate in luoghi insoliti come California, Colorado, Missouri, Utah, e persino in Louisiana

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    L'aurora boreale vista da Cheyenne, Wyoming (USA)
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    L'aurora boreale vista da Cheyenne, Wyoming (USA)
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    L'aurora boreale vista da St. George, Kansas, USA. Credit Terry Griffin
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Una tempesta geomagnetica classe G4 ha investito la Terra il 1° giugno, dando vita a uno degli eventi di meteorologia spaziale più intensi del ciclo solare 25. Anche se l’apice è passato, il fenomeno non è del tutto concluso: secondo gli esperti, saranno ancora possibili tempeste minori (G1) o moderate (G2) fino alla fine del 2 giugno, mentre la magnetosfera terrestre continua a rispondere al potente impatto.

Un colpo diretto dal Sole

Tutto è iniziato nella notte del 31 maggio, quando una potente eruzione solare di classe M8.2 ha espulso nello Spazio una CME (espulsione di massa coronale) diretta verso la Terra. Questa nube di particelle cariche ha viaggiato a una velocità impressionante di circa 1.938 km/s (oltre 4,3 milioni di km/h), raggiungendo il nostro pianeta nella mattina del 1° giugno.

tempesta geomagnetica 1 giugno

Quando la CME ha colpito la magnetosfera terrestre, ha generato una tempesta geomagnetica severa (G4), causando disturbi significativi nel campo magnetico terrestre. Il fenomeno ha avuto un effetto spettacolare nei cieli di tutto il mondo, dando vita a aurore visibili ben oltre le latitudini polari.

tempesta geomagnetica 1 giugno

Aurore nel Sud degli Stati Uniti

Se in Canada, soprattutto in Alberta, le aurore sono un evento relativamente comune, ciò che ha stupito è stata la loro estensione a latitudini molto più basse. Il 1° giugno, aurore spettacolari sono state avvistate in luoghi come California, Colorado, Missouri, Utah, e persino, forse, in Louisiana. Se confermato, questo avvistamento segnerebbe un’estensione dell’aurora boreale dal Canada fino al Golfo del Messico, un fatto rarissimo.

Il meccanismo dietro lo spettacolo

Le CME trasportano ioni, atomi elettricamente carichi, che interagiscono con la magnetosfera terrestre durante l’impatto. Questo incontro scatena disturbi geomagnetici: gli ioni colpiscono le molecole dei gas atmosferici (come ossigeno e azoto), eccitandole e inducendo l’emissione di luce visibile. Questo processo dà origine alle aurore: boreali nell’emisfero Nord, australi in quello Sud.

Le tempeste geomagnetiche sono classificate secondo una scala G, da G1 (lieve) a G5 (estrema). L’evento del 1° giugno ha raggiunto il livello G4, una tempesta severa che può influenzare anche le comunicazioni radio, i sistemi di navigazione e la rete elettrica in alcune aree.

Il Ciclo Solare 25

Questo evento conferma che il ciclo solare 25 – iniziato nel 2019 – sta entrando nella sua fase più attiva, prevista tra il 2024 e il 2026. Le attività solari, comprese le eruzioni e le CME, aumentano con l’intensificarsi dell’attività magnetica del Sole, portando con sé rischi ma anche spettacolari manifestazioni visive nel cielo.