Esplosione di Starship: le indagini puntano sulla rottura di un serbatoio pressurizzato

Il 10° volo di prova, inizialmente previsto per il 29 giugno, sarà con ogni probabilità rinviato

Una violenta esplosione ha distrutto ieri, poco dopo le 6 ora italiana, lo stadio superiore del razzo Starship di SpaceX durante un test di accensione statica. Secondo una nota ufficiale diffusa dalla stessa azienda di Elon Musk, le analisi preliminari indicano che la causa più probabile dell’incidente sia la rottura di un serbatoio pressurizzato contenente metano liquido.

L’evento è avvenuto mentre i tecnici stavano caricando nel veicolo propellenti criogenici – metano e ossigeno liquido – che, a seguito della rottura del serbatoio, si sarebbero mescolati provocando un innesco immediato. L’incidente ha generato 2 esplosioni distinte: la prima nella sezione superiore del veicolo, causata direttamente dal mescolamento dei carburanti, e la seconda pochi istanti dopo, alimentata dalla combustione del resto del propellente ancora presente nel razzo.

Il test rientrava nei normali protocolli pre-lancio e prevedeva l’accensione temporanea dei motori mentre il veicolo restava ancorato alla piattaforma. In questo caso, SpaceX mirava ad accendere simultaneamente tutti e 6 i motori Raptor di Starship. Una prova simile era già stata eseguita, ma con un solo motore coinvolto.

Il serbatoio che ha ceduto è di un tipo particolare, costruito con materiali compositi in fibra di carbonio, progettati per ridurre significativamente il peso rispetto ai più tradizionali serbatoi in acciaio. SpaceX ha voluto precisare che questa tipologia di serbatoio non ha nulla in comune con quelli impiegati sui razzi Falcon, indicando che il problema potrebbe riguardare specificamente la configurazione del nuovo sistema Starship-Super Heavy.

L’incidente rappresenta un duro colpo per il programma di test di Starship, che ha già affrontato una serie di difficoltà nei 3 voli di prova effettuati dall’inizio del 2025. Oltre alla perdita del veicolo, anche la struttura utilizzata per i test statici ha riportato danni significativi, complicando ulteriormente i piani futuri.

Il 10° volo di prova, inizialmente previsto per il 29 giugno, sarà con ogni probabilità rinviato. I tempi di recupero dipenderanno dall’entità dei danni e dai risultati delle indagini in corso, cruciali per garantire la sicurezza dei prossimi test e, in prospettiva, dei voli orbitali.