Nel corso della notte l’INGV-Osservatorio Etneo ha comunicato che l’attività dell’Etna descritta in precedenza è terminata. Durante la giornata del 19 giugno, a causa del peggioramento delle condizioni meteo, non è stato possibile osservare l’attività eruttiva in maniera continua. Le immagini acquisite dalle telecamere di videosorveglianza hanno consentito di osservare esplosioni stromboliane sostenute tra le 12 e 15. Un sopralluogo ha rilevato la presenza di cenere vulcanica a Randazzo. È stata inoltre segnalata una debole ricaduta di cenere vulcanica anche a Gioiosa Marea. Per quanto riguarda la colata lavica, le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno mostrato che alle 15:35 il flusso in direzione della Valle del Leone risultava ancora ben alimentato. Attualmente è in raffreddamento.
Rispetto all’ultimo comunicato, prosegue l’INGV, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un incremento sino al raggiungimento del valore massimo, alle ore 11:50 circa. Successivamente, ha mostrato un andamento quasi stazionario su valori alti sino alle 15 quando i valori d’ampiezza hanno mostrato un decremento che si è concluso alle 18:20 con il raggiungimento di valori bassi, confrontabili a quelli osservati prima dell’evento eruttivo.
In coincidenza con la fase di decremento dell’ampiezza del tremore vulcanico si è osservato un significativo decremento dell’ampiezza e del numero degli eventi infrasonici. Successivamente, i pochi eventi infrasonici registrati sono caratterizzati da ampiezze modeste e sono ubicati in corrispondenza del Cratere di Nord-Est.
I segnali delle deformazioni del suolo hanno mostrato una variazione dell’ordine di 0.30 microradianti alla stazione clinometrica di Punta Lucia e una variazione di strain alla stazione di Monte Ruvolo, dell’ordine di 150 nanostrain, fino alle ore 16:20. Non si misurano variazioni significative nei dati della rete GNSS permanente.



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