Il futuro della fisica delle particelle: al via la corsa per l’erede di LHC

Il Large Hadron Collider (LHC) del CERN si avvia verso il "pensionamento" previsto per il 2041: partita la ricerca per il successore

Il mondo della fisica delle particelle è in fermento. Mentre il Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, al quale l’Italia partecipa attivamente tramite l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), si avvia verso il suo “pensionamento” previsto per il 2041, è già partita la ricerca per il suo successore. Le proposte per la prossima generazione di acceleratori di particelle sono attualmente sotto esame, con un importante confronto in corso a Venezia durante l’incontro europeo sulla fisica delle particelle, organizzato dall’INFN con il supporto del CERN. Tra le opzioni più promettenti spicca il Future Circular Collider (FCC), una macchina colossale di circa 90 chilometri di circonferenza, oltre il triplo delle dimensioni dell’LHC.

Come spiegato all’ANSA da Gianluigi Arduini, fisico del CERN e coordinatore del gruppo di valutazione, l’FCC prevede due fasi distinte: una iniziale, nella seconda metà del secolo, dedicata alla collisione di elettroni e positroni, e una successiva, intorno al 2070, per la collisione protone-protone. Questo progetto a lungo termine, il cui studio di fattibilità è stato completato con un costo stimato di 15 miliardi di franchi svizzeri per la prima fase, verrebbe costruito a circa 200 metri di profondità tra Francia e Svizzera.

Non mancano alternative lineari, sebbene con capacità di esperimenti simultanei inferiori rispetto ai collider circolari. L’obiettivo comune di queste future macchine è l’approfondimento dello studio del bosone di Higgs e la ricerca di “nuova fisica” che possa ampliare il Modello Standard, la teoria attuale ancora incompleta.