I satelliti meteo della NASA mostrano le prime immagini dell’impianto nucleare di Fordow dopo gli attacchi USA

Attacco USA all’Iran: le prime immagini NASA mostrano un enorme incendio all’impianto nucleare di Fordow

Le prime immagini satellitari diffuse questa mattina dalla NASA confermano la portata devastante dell’attacco condotto dagli Stati Uniti contro il sito nucleare iraniano di Fordow, uno degli impianti chiave del controverso programma atomico di Teheran. I satelliti meteorologici dell’agenzia spaziale americana hanno catturato un intenso incendio visibile già nelle prime ore del mattino, segno tangibile della precisione e dell’impatto delle bombe lanciate dai bombardieri strategici B-2 Spirit.

Un bagliore nella notte: le immagini NASA

Secondo i dati rilevati da satelliti meteorologici come il NOAA-20 e il Suomi NPP, che monitorano costantemente la temperatura superficiale e gli incendi su scala globale, le fiamme sono divampate durante le ore notturne, intorno alle 2:30 ora locale, nel cuore dell’impianto sotterraneo di Fordow, situato a sud di Qom.

Le immagini infrarosse raccolte mostrano:

  • Un picco termico improvviso e localizzato in corrispondenza del sito nucleare.
  • Una colonna di calore persistente per almeno sei ore successive al bombardamento.
  • Una vasta area rovente che si estende per centinaia di metri quadrati, compatibile con la distruzione di strutture sopra e sotto il livello del suolo.

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Immagini dell’Open Source Centre [OSC] del sito di Fordow dopo l’attacco.

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Le immagini satellitari scattate oggi e analizzate dall’Associated Press – AP mostrano danni agli ingressi del sito nucleare sotterraneo dell’Iran a Fordow dopo che gli attacchi aerei statunitensi hanno preso di mira la struttura. Le immagini di Planet Labs PBC sembravano anche mostrare danni alla montagna stessa sotto la quale si trova Fordow. La montagna, un tempo marrone, è diventata grigia e i suoi contorni appaiono leggermente diversi rispetto alle immagini precedenti, il che suggerisce che un’esplosione ha sollevato detriti intorno al sito, riferisce l’AP. Ciò suggerisce l’uso di bombe americane specializzate in bunker buster sulla struttura. Nell’aria aleggia anche del fumo grigio chiaro, secondo l’analisi dell’AP.

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Una nuova serie di immagini satellitari di Maxar mostra almeno 6 fori/crateri di ingresso di munizioni sulla cima di una cresta appena sopra il complesso sotterraneo di Fordow a seguito degli attacchi aerei statunitensi, afferma Damien Symon di The Intel Lab.

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Fordow: un obiettivo ad alta priorità

L’impianto nucleare di Fordow è una struttura altamente fortificata, scavata all’interno di una montagna, e considerata una delle più difficili da colpire con precisione. Proprio per questo motivo, l’uso di bombardieri stealth B-2 Spirit – capaci di trasportare bombe bunker-buster GBU-57 da 13 tonnellate – è stato cruciale.

Il sito è noto per ospitare centrifughe IR-6 per l’arricchimento dell’uranio e rappresenta uno snodo centrale nel programma nucleare iraniano, spesso criticato da organismi internazionali per la sua opacità e resistenza ai controlli dell’AIEA.

Analisi delle immagini: cosa rivelano

Un’analisi comparativa delle immagini termiche satellitari tra ieri e questa mattina evidenzia:

  • Una netta alterazione del profilo energetico dell’area.
  • Emissioni termiche anomale in una zona che normalmente risulta termicamente stabile di notte.
  • Un aumento di riflessività dell’area colpita, segno della possibile esposizione di materiali metallici o del danneggiamento di strutture esterne.

Queste osservazioni suggeriscono danni significativi alle infrastrutture di superficie e potenzialmente anche a quelle sotterranee, benché per una conferma ufficiale occorreranno ispezioni e rilievi diretti.

L’attacco e le immagini satellitari che ne sono seguite segnano un punto di svolta nella pressione internazionale sull’Iran. Oltre all’impatto militare, la trasparenza con cui vengono mostrate le conseguenze in tempo reale rappresenta un messaggio chiaro: gli Stati Uniti sono in grado non solo di colpire, ma anche di documentare e rendere pubblici i risultati delle proprie azioni.