Il conflitto tra Iran e Israele ha raggiunto nuovi livelli di allerta, alimentando una spirale di instabilità senza precedenti in Medio Oriente. Il traffico internet in Iran ha subito un crollo del 75%, secondo quanto riportato da Cloudflare Radar. L’emittente statale IRIB ha addirittura lanciato un appello alla popolazione, esortando i cittadini a cancellare i propri account WhatsApp e Instagram, accusando Israele di utilizzare queste piattaforme per sabotare il Paese dall’interno. Nel frattempo, Teheran si svuota. Migliaia di civili stanno abbandonando la capitale per rifugiarsi nella provincia di Mazandaran. I racconti sono drammatici: “hanno bombardato casa mia, la mia strada ieri, tutte le finestre sono andate in polvere, l’atrio del palazzo è sparito”, ha dichiarato un cittadino alla CNN. Il viaggio verso il nord, che in tempi normali dura tre ore, ha richiesto oltre 14 ore a causa del traffico e della disperazione generale. In risposta all’afflusso di sfollati, il governatore locale ha annunciato che i panifici lavoreranno 24 ore su 24 per far fronte all’emergenza.
Il sistema sanitario sotto pressione
Secondo quanto riferito da Iran International e Reuters, le autorità iraniane hanno ordinato il richiamo urgente di tutto il personale medico in congedo, segno di una preparazione ad affrontare un alto numero di feriti o emergenze sanitarie di massa. In parallelo, l’agenzia Tasnim ha annunciato la chiusura del mercato azionario iraniano almeno fino a domenica.
Evacuazioni diplomatiche e allarmi internazionali
La tensione ha superato i confini iraniani. Il Pakistan ha evacuato le famiglie dei diplomatici e parte del personale non essenziale dal Paese. L’ambasciata cinese a Teheran è in fase di evacuazione, secondo quanto riferito da Ariel Oseran di i24 NEWS. Il ministero degli Esteri ucraino e il governo cinese hanno invitato i propri cittadini a lasciare immediatamente l’Iran e Israele, temendo un ulteriore inasprimento del conflitto.
Allarme nucleare: danni al sito di Natanz
Particolarmente preoccupante è la conferma dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) circa danni diretti subiti dalle sale di arricchimento sotterranee del sito nucleare di Natanz, uno degli impianti chiave del programma atomico iraniano. Le immagini satellitari analizzate confermerebbero l’impatto di attacchi mirati sull’infrastruttura.
Leadership iraniana in fuga?
Reuters cita fonti militari israeliane secondo cui la leadership militare iraniana sarebbe “in fuga”. Nel contesto di emergenza, l’Iran ha imposto il divieto assoluto di utilizzo di dispositivi connessi (laptop, smartphone, ecc.) a tutti i funzionari statali e agli addetti alla loro sicurezza, come riferito dall’agenzia Fars. Una misura estrema che sottolinea il timore di spionaggio digitale e fuga di informazioni sensibili.
Il quadro che emerge è quello di un Paese sull’orlo del collasso, isolato digitalmente, sotto pressione sociale e militare, e al centro di una crisi regionale che rischia di sfuggire a ogni controllo. Le prossime ore saranno decisive.



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