L’attacco israeliano contro l’Iran, avvenuto nella notte, segna una nuova escalation in un contesto già segnato da anni di tensioni sul programma nucleare iraniano. Dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo JCPOA nel 2018, Teheran ha accelerato lo sviluppo del proprio programma atomico. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), a metà maggio l’Iran disponeva di 9.247,6 kg di uranio arricchito, quantità ben oltre i limiti stabiliti dal patto. Di questi, 408,6 kg erano arricchiti al 60%, livello vicino a quello necessario per la costruzione di un’arma nucleare.
I principali siti di arricchimento dell’uranio
Natanz
Il sito di Natanz, situato nel centro del Paese, è il cuore del programma di arricchimento dell’uranio iraniano. Comprende edifici sia in superficie che sotterranei e ospita circa 70 cascate di centrifughe. Colpito dai raid israeliani, era già stato oggetto di un sabotaggio nel 2021, attribuito a Israele.
Fordo
Situato tra Teheran e Qom, Fordo è un impianto sotterraneo costruito in violazione delle risoluzioni ONU. Può ospitare circa 3mila centrifughe. Qui, nel 2023, sono state rilevate particelle di uranio arricchito all’83,7%.
Siti di conversione e ricerca
Isfahan
Questo sito è essenziale per il processo di conversione del minerale uranifero in gas da usare nelle centrifughe. A Isfahan è attivo anche un laboratorio che produce combustibile nucleare, e nel 2024 sono iniziati i lavori per un nuovo reattore di ricerca.
Arak (Khondab)
Il reattore ad acqua pesante di Arak, oggi noto come Khondab, era stato congelato dal JCPOA per limitarne le capacità di produrre plutonio. Dovrebbe entrare in funzione nel 2026.
Teheran
Nel centro di ricerca nucleare della capitale è attivo un vecchio reattore statunitense utilizzato per fini medici.
Centrali nucleari operative e in costruzione
Bouchehr
Costruita dalla Russia, è la principale centrale in funzione dal 2011. Altri due reattori sono in costruzione con assistenza russa.
Darkhovin e Sirik
Nel sud dell’Iran sono in costruzione due nuovi complessi: uno da 300 MW a Darkhovin e uno da 5.000 MW a Sirik, avviati nel 2022 e nel 2024.


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