Maltempo: dal Veronese al Salernitano, la grandine fa strage nei campi | FOTO

Coldiretti Salerno: "campagne colpite dalla grandine, bilancio pesante". Nel Veronese, si pensa allo stato di calamità

  • maltempo agricoltura valle diano 2
    Vallo di Diano
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I violenti temporali delle scorse ore hanno provocato tanti danni nei campi, soprattutto a causa della grandine. Ne sanno qualcosa gli agricoltori del Salernitano, dopo la violenta ondata di maltempo che nel pomeriggio di ieri ha investito diverse aree del Vallo di Diano, provocando gravi danni alle coltivazioni. A renderlo noto è la Coldiretti, che segnala la distruzione di ampie superfici coltivate a ortaggi e l’allagamento di campi di mais a seguito della grandinata che ha interessato in particolare i territori di Sala Consilina, Padula e Sassano.

I chicchi di grandine, caduti con intensità per circa un’ora, hanno colpito duramente le campagne, danneggiando severamente oliveti e strutture agricole. In molti casi, le olive sono state strappate via dalla pianta e diversi rami spezzati. Alcune serre sono state scoperchiate, mentre le aziende zootecniche della zona hanno subito interruzioni prolungate dell’energia elettrica.

“Stiamo effettuando un primo sopralluogo con i nostri tecnici – ha detto Enzo Tropiano, direttore della Coldiretti locale – e possiamo già confermare che il bilancio è pesante. Il maltempo ha travolto intere coltivazioni, dagli oliveti ai vigneti, passando per ortaggi, vivai e serre. Centinaia di ettari risultano invasi da acqua e fango, con perdite ingenti per le aziende agricole coinvolte”. Nei prossimi giorni si potrà avere una quantificazione dei danni più dettagliata al termine dei sopralluoghi.

Vento e grandine nel Veronese, danni a frutteti e seminativi

Kiwi scorticati, albicocche ammaccate, ciliegie cadute a terra, rami spezzati. È il bilancio pesante della tempesta che si è abbattuta ieri pomeriggio sul territorio veronese, con gli effetti peggiori nell’est a Belfiore. Maltempo, ma meno forte, anche a Ronco, Zevio ed Arcole. Danni da allettamento frumento e mais ci sono stati pure nel Basso Veronese, mentre in Lessinia vengono segnalati soprattutto alberi divelti e problematiche a impianti e strutture.

È un disastro, tanto che sto preparando la richiesta dello stato di calamità naturale per quanto riguarda il Comune di Belfiore – riferisce Francesca Aldegheri, Presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona -. È stato micidiale il mix tra il vento fortissimo e la grandine fitta, che è diventata una raffica di proiettili. Le ultime ciliegie tardive sono state massacrate, così come le albicocche, ammaccate o scaraventate a terra. I kiwi sono spellati, con piante danneggiate. Lo stesso vale per mele e pere, a meno che non fossero protette dalle reti antigrandine. Anche una parte di seminativi è stata allettata: ci sono piante di mais spellate da cima a fondo”.

Divelti alberi secolari, campi allagati, danni a strutture e impianti antigrandine. Il bilancio funesto va ad aggiungersi ai danni di una primavera piovosa e umida, che ha causato perdite quasi totali sulle ciliegie precoci. “Nel Basso Veronese, la tempesta ha colpito meno, ma danni ai seminativi ci sono, con l’allettamento di frumento e mais a causa del forte vento – sottolinea Alberto De Togni, Presidente di Confagricoltura Verona – Credo che nessuno abbia più dubbi sui cambiamenti climatici in corso, con i quali, ogni anno, dobbiamo purtroppo fare i conti tra gelate, piogge eccessive, grandine e vento”.

Un primo bilancio dei danni nelle campagne del Modenese

A quasi 24 ore dal violento nubifragio che ha colpito con forze tutta la provincia di Modena, è possibile delineare una prima mappa dei danni in campagna. A darne conto è Coldiretti Modena dopo la verifica nelle aziende associate. Nella zona di Formigine e Sassuolo – riferisce Coldiretti – è stata la pioggia abbondante a provocare i maggiori disagi con allagamenti diffusi che rendono impossibile l’accesso ai campi. In particolare il ruscellamento, particolarmente violento nelle zone più vicine ai centri abitati e agli agglomerati industriali dove la cementificazione è più massiccia, ha impedito ai fossi il normale smaltimento delle acque con conseguente esondazione. Sempre a Formigine, la mancanza di elettricità che si è protratta fino a tarda serata, ha costretto ad utilizzare i generatori di emergenza per la mungitura. In alcune stalle e capannoni si registrano problemi anche per l’acqua che ha sommerso le attrezzature. Per il vento forte si registra qualche filare di vite a terra.

A Castelfranco – continua Coldiretti Modena – a causare danni è stata la grandine che si è abbattuta sui frutteti, colpendo susine e pere che sono cadute a terra o sono state danneggiate in modo tale da impedirne la futura commercializzazione.

Nella bassa modenese ma anche nelle zone più vicine alla città – riferisce Coldiretti – è stato il forte vento a farla da padrone con alberi abbattuti e tetti divelti. Sempre il vento, a Spilamberto, ha spaccato le reti antigrandine a protezione dei frutteti.

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