La Terra sotto assedio, tempesta geomagnetica ancora in corso

L'evento attuale si distingue per la sua durata e per il meccanismo che lo alimenta

Sulla Terra è ancora in corso una tempesta geomagnetica, tra le più lunghe e intense dell’attuale ciclo solare. L’evento ha avuto inizio il 1° giugno, quando una veloce espulsione di massa coronale (CME) ha colpito il nostro pianeta, generando una tempesta classe G4, una delle più forti nella scala di intensità delle perturbazioni magnetiche.

La CME, ovvero un’enorme nube di plasma espulsa dal Sole, ha causato uno shock al campo magnetico terrestre. Sebbene l’intensità massima si sia registrata il primo giorno, l’instabilità è proseguita nei giorni successivi: oggi, 3 giugno si rilevano ancora tempeste di classe G1 e G2, con una previsione di intensificazione fino a classe G3 secondo lo Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA.

tempesta geomagnetica
Credit SWPC NOOA
Previsione SWPC NOOA
Previsione SWPC NOOA

A rendere l’evento ancora più significativo è l’effetto combinato del vento solare proveniente da 2 buchi coronali, situati nei 2 emisferi solari. Queste regioni, dove il campo magnetico del Sole si apre verso lo Spazio, permettono la fuga di particelle ad altissima velocità che vanno ad alimentare la tempesta.

La perturbazione è ancora in corso, non ne ricordo un’altra di così lunga durata“, dice all’ANSA Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste. “È difficile dire se proseguirà anche nei prossimi giorni, ciò dipende da così tanti fattori che fare previsioni è praticamente impossibile. In realtà, il livello di attività solare al momento è moderato – continua Messerotti – ma si sono aggiunti fenomeni secondari come quello del vento solare”. L’attuale tempesta, infatti, è insolita non solo per quanto riguarda la durata. “È un evento particolare – afferma Messerotti – perché all’effetto della CME si è sommato quello del vento solare prodotto da due buchi coronali presenti sulla superficie del Sole, uno nell’emisfero Nord e uno in quello Sud, e quindi c’è stato un effetto cumulativo”.

La scorsa settimana, tra il 28 e il 30 maggio, una perturbazione simile aveva già interessato la Terra, con picchi fino alla classe G3. L’evento attuale si distingue per la sua durata e per il meccanismo combinato che lo alimenta: CME e vento solare stanno agendo in sinergia.

Oltre agli spettacolari avvistamenti di aurore boreali a latitudini insolite, queste tempeste possono influenzare le comunicazioni radio, i satelliti e le reti elettriche. I prossimi giorni saranno cruciali per monitorare l’evoluzione del fenomeno.