Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha visitato un controverso nuovo centro di detenzione per immigrati clandestini in Florida, soprannominato “l’Alcatraz degli Alligatori“. La struttura, costata 450 milioni di dollari e costruita su un aeroporto in disuso nel cuore delle Everglades, è stata presentata come un pilastro della politica di tolleranza zero dell’amministrazione contro l’immigrazione illegale.
Il nome insolito deriva dalla presenza di pericolosi rettili nelle paludi circostanti, che, secondo le dichiarazioni del Presidente Trump, fungeranno da guardie, con il vantaggio di non richiedere un elevato compenso. “Molto presto questa struttura ospiterà alcuni dei migranti più pericolosi, alcune delle persone più feroci del pianeta“, ha affermato Trump ai cronisti durante la sua visita. Ha poi aggiunto: “Siamo circondati da chilometri di paludi insidiose e l’unica via d’uscita è davvero la deportazione“.
Situata in un’area afflitta da zanzare e caldo opprimente, la “Alligator Alcatraz” è stata concepita per ospitare inizialmente 1.000 persone in letti a castello all’interno di gabbie metalliche, con la possibilità di espansione fino a 5.000. L’amministrazione sta anche valutando di riaprire l’Alcatraz originale, l’isola nella baia di San Francisco.
Trump ha ribadito l’utilità degli alligatori come “guardie del corpo e poliziotti” a basso costo, scherzando con i giornalisti: “Non vorrei correre a lungo attraverso le Everglades. Terrebbe le persone dove dovrebbero essere“. Interrogato in precedenza sulla possibilità che i detenuti evasi potessero essere mangiati da alligatori o serpenti, il Presidente ha risposto: “Credo che il concetto sia questo“. Ha persino mimato con la mano un gesto a zigzag, suggerendo ai giornalisti come sfuggire a un alligatore: “Non correte in linea retta. Correte così. E sapete una cosa? Le possibilità aumentano di circa l’uno percento“.
La visita del Presidente è avvenuta mentre nelle vicinanze si svolgeva una manifestazione di protesta, sottolineando la forte opposizione a questa politica e alle condizioni proposte per la detenzione. La “Alligator Alcatraz” rappresenta un simbolo tangibile dell’approccio intransigente dell’amministrazione Trump alla questione migratoria.



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