Nella contea del Texas dove una devastante alluvione ha provocato quasi 100 vittime e oltre 160 dispersi, le autorità locali avevano a disposizione una tecnologia capace di trasformare ogni telefono cellulare nella valle del fiume Guadalupe in un potente allarme. Tuttavia, non l’hanno attivata né prima né durante le prime ore del 4 luglio, quando il fiume ha raggiunto livelli record, inondando campeggi e abitazioni: lo rivela un’inchiesta del Washington Post.
Secondo l’indagine, i funzionari della contea di Kerr, sempre più criticati per la gestione dell’emergenza, si sono limitati a inviare avvisi via SMS esclusivamente ai residenti che si erano registrati per riceverli, come dimostrano alcuni screenshot dei messaggi. Un’analisi condotta dal Washington Post ha evidenziato che, nonostante un meteorologo federale avesse segnalato un peggioramento delle condizioni e un rischio catastrofico, non è stato attivato un sistema di allerta ben più efficace già utilizzato in passato per avvisare la popolazione di possibili inondazioni.
Il Servizio Meteorologico Nazionale aveva comunque diffuso messaggi di allerta tramite questo strumento, chiamato Sistema Integrato di Allerta e Avviso Pubblico (IPAWS), a partire dalle 01:14 del mattino del 4 luglio. Questo sistema permette di inviare avvisi di emergenza – simili agli avvisi “Amber” – che fanno vibrare i telefoni e li costringono a emettere un suono distintivo e penetrante, a condizione che siano accesi e abbiano segnale. Inoltre, consente anche alle autorità locali abilitate di inviare messaggi mirati alle aree più a rischio, avvisando tempestivamente la popolazione di pericoli imminenti.



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