Il Prof. Battaglia: “l’emergenza clima? Un’esagerazione”. Il confronto storico mostra che non assistiamo a niente di nuovo

Il Prof. Battaglia e il test sulla città di Napoli contro il catastrofismo quando si parla di clima

L’emergenza clima? Un’esagerazione”. Parola del Prof. Franco Battaglia, docente di chimica fisica all’Università di Modena ed esperto di questioni climatiche, che sulle pagine de La Verità conduce un piccolo test sulle temperature massime registrate a Napoli il 1° luglio di ogni anno dal 1973 ad oggi. Il test è stato condotto in un momento in cui ogni ondata di caldo, ogni evento climatico che sia relativo al caldo viene immediatamente collegato al riscaldamento globale sui media, spesso con titoli catastrofici e allarmistici.

Il Prof. Battaglia ha lasciato scegliere al caso tra 6 importanti città italiane su cui condurre il test ed è toccato a Napoli. Ha poi scelto uno dei giorni più caldi del 2025 per la città, il 1° luglio, e, servendosi di dati facilmente reperibili su vari siti, ha raccolto le temperature massime per questo giorno degli ultimi 50 anni, realizzando un grafico. “Oltre a dirci che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, i dati in tabella ci dicono molte altre cose”, scrive il Prof. Battaglia.

“Si osserva una tendenza al riscaldamento, cosa che sappiamo già. La pendenza calcolata (quasi 6 centesimi di grado per anno) non deve però allarmare e, soprattutto, non deve farci concludere che il futuro evolverà con questa pendenza (cioè che fra 100 anni a Napoli la temperatura massima sarà 6°C più elevata). Degli anni qui considerati, quelli di riscaldamento sono stati, anche a livello globale, soprattutto gli anni 1980-1998, e a essi seguirono anni di “hiatus” climatico: si vede bene in figura e se si ricalcola la pendenza dal 1998 a oggi, essa è addirittura negativa, 7 millesimi di grado per anno, per la precisione; il che non deve farci parimenti concludere che fra 1000 anni la temperatura massima a Napoli sarà 7°C più bassa. Prima regola: mai estrapolare nel futuro i dati su un intervallo limitato”, scrive il Prof. Battaglia.

temperature massime napoli 1 luglio 1973-2025

Se il giorno del 1° luglio il napoletano del 2025 è stato esposto a temperature fino a +34°C, quello del 1998 era stato esposto a temperature fino a +36,3°C, e il napoletano del 1994 fino a temperature di +37°C. Anzi possiamo senz’altro affermare che, almeno a Napoli, il 1° luglio di tutti gli anni successivi al 1994 è stato più “fresco” del 1° luglio del 1994. Secondo regola: studiare il passato”, continua Battaglia.

Dov’è l’emergenza?”, si chiede allora l’esperto, tirando in ballo il sensazionalismo e il catastrofismo spesso utilizzato quando si parla di clima. “In senso di “novità” non c’è alcuna emergenza. Certo, il caldo può essere fastidioso e, a volte, anche fatale. Come fastidiose, e a volte fatali, sono certe conseguenze: siccità, grandinate repentine e inondazioni”, conclude Battaglia, citando la “favola delle emissioni di CO2”, sempre più proposta come unica soluzione al problema del riscaldamento globale mentre allo stesso tempo si sottolinea che non si sta facendo abbastanza, proponendo politiche che rischiano di mettere in ginocchio le nostre economie e con dubbi effetti sul clima stesso.