Un nuovo studio condotto in Repubblica Ceca apre un dibattito delicato e finora poco esplorato: esiste una relazione tra vaccinazione anti-Covid-19 e fertilità femminile? Secondo i dati raccolti a livello nazionale, tra il 2021 e il 2023, il tasso di concepimenti che hanno portato a una nascita (definiti “concepimenti riusciti”, SC) è risultato significativamente più basso tra le donne vaccinate contro il Covid-19 prima del concepimento rispetto a quelle non vaccinate. I ricercatori hanno analizzato i dati mensili relativi a vaccinazioni e nascite di circa 1,3 milioni di donne tra i 18 e i 39 anni. Hanno calcolato il numero di concepimenti riusciti per ogni 1000 donne, distinguendo tra coloro che avevano ricevuto almeno una dose di vaccino prima del concepimento e chi, invece, non era vaccinata.
Dal giugno 2021 in poi, i risultati mostrano con chiarezza che le donne vaccinate prima del concepimento avevano tassi di SC molto più bassi rispetto alle non vaccinate. Questo divario è rimasto costante almeno fino alla fine del 2022, con un’incidenza di concepimenti circa 1,5 volte più alta tra le non vaccinate.
Una correlazione, non una prova di causalità
Gli autori dello studio sottolineano che questi dati non rappresentano una prova di nesso causale tra vaccino e fertilità, ma pongono interrogativi importanti. Tra le possibili spiegazioni vi è il cosiddetto bias di auto-selezione: le donne che desideravano rimanere incinte potrebbero aver evitato il vaccino per precauzione, mentre chi non desiderava una gravidanza potrebbe averlo ricevuto con più tranquillità. Tuttavia, questa ipotesi non sembra sufficiente a spiegare l’entità del calo. Nonostante il calo delle nascite sia stato osservato anche in altri Paesi e possa essere legato a fattori socioeconomici, in Repubblica Ceca il tasso di fertilità totale è passato da 1,83 nel 2021 a 1,45 nel 2023, suggerendo che altri fattori possano essere in gioco.
Vaccini e salute riproduttiva: una questione aperta
Sebbene diversi studi abbiano rassicurato sull’assenza di effetti avversi dei vaccini anti-Covid sulla gravidanza e sulla fertilità, sono noti gli effetti transitori del vaccino sul ciclo mestruale, come variazioni della durata e dell’intensità del flusso. Inoltre, studi recenti hanno suggerito possibili effetti diretti del vaccino Comirnaty (Pfizer-BioNTech) sul follicolo ovarico. Un altro elemento che merita attenzione è l’eventuale effetto di alcuni lotti specifici di vaccino, che in altri studi hanno mostrato segnali di sicurezza variabili. Anche questo aspetto è oggetto di indagini in corso.
Lo studio rappresenta la prima indagine su scala nazionale che mette in relazione diretta lo stato vaccinale anti-Covid-19 e i tassi di concepimento riuscito. I risultati, pur preliminari, sollevano interrogativi rilevanti per la salute pubblica e richiedono ulteriori ricerche più approfondite, in particolare su potenziali effetti a lungo termine dei vaccini sulla fertilità, anche in relazione a età, stato di salute, etnia e tipo di vaccino somministrato. In attesa di studi più completi, gli autori invitano alla cautela nell’interpretazione dei dati, ma auspicano che la comunità scientifica dedichi maggiore attenzione al tema della fertilità nell’ambito della farmacovigilanza post-pandemica.


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