Il 20 luglio scorso, il quotidiano La Repubblica ha lanciato un allarme meteo con il titolo “Nuova fiammata di caldo, l’Italia va verso i 50 gradi: ‘La più forte della storia’“. Si prevedevano temperature record al Sud, in particolare a Catania e Siracusa, mentre il Nord era in allerta per nubifragi e frane. Un sito meteo aveva addirittura parlato della “più forte fiammata africana degli ultimi decenni o addirittura della storia“. Se da un lato lo scenario di un’Italia divisa, con temporali al Nord e caldo al Sud, si è in parte concretizzato, le previsioni più catastrofiche si sono fortunatamente rivelate eccessive. Nonostante si siano registrate alte temperature, l’inferno in terra prospettato non si è materializzato.
L’articolo de La Repubblica aveva paventato scenari di metalli che si dilatano, plastica che si deforma e persino “proteine del corpo umano che iniziano a denaturarsi“. Tuttavia, la realtà è stata diversa. Non ci sono stati asfalti fusi o persone in stato confusionale per le strade.
Come sottolineato dal colonnello Paolo Sottocorona su La7, “Quello che è scritto sui giornali spesso non è vero” e “la temperatura percepita non esiste, è un falso“.




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