Oggi, 3 luglio 2025, alle ore 21:54 italiane, la Terra raggiungerà l’afelio, cioè la massima distanza dalla nostra stella, il punto più lontano dal Sole lungo la sua orbita annuale. In quel momento, il nostro pianeta si troverà a 152.087.738 km dal Sole, circa 5,1 milioni di km in più rispetto al perielio, il punto più vicino, che avverrà il 3 gennaio 2026. Questa distanza extra potrebbe far pensare che il 3 luglio debba essere uno dei giorni più freddi dell’anno ma, come ben sappiamo, non è così. Infatti, l’afelio cade proprio in piena estate nell’emisfero Nord. La ragione? Le stagioni non dipendono dalla distanza dal Sole, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre.
Un’orbita quasi perfetta, ma non proprio
Sebbene l’orbita terrestre sia quasi circolare, è in realtà un’ellisse leggermente schiacciata. Questo fa sì che la distanza della Terra dal Sole cambi nel corso dell’anno. Tuttavia, la variazione della radiazione solare che riceviamo tra afelio e perielio è solo di circa 6,8%, un valore troppo basso per avere un impatto diretto sulle stagioni.
Le stagioni: tutta colpa dell’inclinazione
L’asse terrestre è inclinato di circa 23,5 gradi rispetto al piano dell’orbita. È questo tilt a determinare le stagioni. Attualmente, l’emisfero Nord è inclinato verso il Sole, e per questo motivo qui è estate, mentre nell’emisfero Sud è inverno. Sei mesi dopo, la situazione si invertirà.
Una danza celeste
La data dell’afelio non è fissa. A causa di complessi cicli astronomici e delle influenze gravitazionali di Giove e Saturno, l’afelio e il perielio si spostano lentamente nel calendario. Nel XIX secolo, ad esempio, il perielio coincideva quasi con il Capodanno, mentre nel XIII secolo i solstizi erano vicini ai punti estremi dell’orbita. Questo fenomeno fa parte dei cosiddetti cicli di Milankovitch, che descrivono come i cambiamenti nell’orbita terrestre influenzino il clima su scala millenaria.
Quando la forma dell’orbita influenza le stagioni
Sebbene la lunghezza dell’anno resti invariata, la forma dell’orbita ha comunque un effetto interessante: la durata delle stagioni astronomiche cambia. Attualmente, l’estate boreale dura circa 4,66 giorni in più dell’inverno, mentre la primavera è 2,9 giorni più lunga dell’autunno. In un’orbita più ellittica, queste differenze sarebbero ancora più marcate.
Un momento speciale nel viaggio orbitale della Terra
Il 3 luglio segna un momento speciale nel viaggio orbitale della Terra, ma non ha nulla a che fare con l’estate che stiamo vivendo. È solo un riflesso della complessità del nostro Sistema Solare. Ogni anno, il nostro pianeta danza attorno al Sole seguendo le leggi della gravità, e noi, inconsapevoli, affrontiamo il caldo estivo proprio nel momento in cui siamo più lontani dalla nostra stella.


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