In un recente articolo pubblicato sul quotidiano La Verità, il professor Franco Battaglia, docente di Chimica Fisica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, ha analizzato e criticato in 10 punti le obiezioni mosse al Rapporto del Dipartimento dell’Energia americano (DOE) che ha ridimensionato la teoria del cambiamento climatico di origine antropica. Battaglia introduce il suo articolo, intitolato “Dieci punti per smontale le balle sul clima“, sottolineando l’importanza del metodo scientifico, in cui una congettura viene messa alla prova dalle critiche della comunità scientifica. Solo se resiste a tali attacchi, può acquisire lo status di teoria scientifica. L’articolo prende spunto da un pezzo del New York Times firmato da Maxine Joselow e Brad Plumer, che tentava di confutare il Rapporto DOE. Secondo Battaglia, le argomentazioni del quotidiano americano falliscono, rafforzando di fatto la validità del rapporto stesso.
I 10 punti
Di seguito, i dieci punti salienti dell’analisi del professor Battaglia:
- “Gli argomenti del DOE sono tipici di quelli che respingono il consenso scientifico” – Battaglia definisce questa affermazione una “duplice fallacia“. In primo luogo, sostiene che esiste un ampio consenso sugli argomenti del DOE, citando i 2.000 affiliati alla Fondazione Clintel. In secondo luogo, il professore ribadisce che la scienza non si basa sul consenso, ma sulla validità delle prove;
- “Il Rapporto-DOE ha lo scopo di dar sostegno politico all’amministrazione Trump” – Battaglia etichetta questa come una “calunnia“, affermando che gli autori del rapporto sostengono le loro convinzioni da decenni, ben prima dell’amministrazione Trump, e che uno di loro è stato persino vice-ministro durante l’amministrazione Obama;
- “Nel Rapporto si fa una scelta selettiva delle conoscenze” – Il professore respinge l’accusa, notando che il rapporto è corredato da quasi 300 riferimenti bibliografici e che il New York Times non fornisce esempi specifici di presunte omissioni;
- “Il rapporto-DOE è un attacco alla scienza” – Un’altra accusa, secondo Battaglia, priva di prove e non supportata da esempi concreti nell’articolo del New York Times;
- “La grande maggioranza dei climatologi concorda che la CO₂ si sta accumulando in atmosfera, facendola riscaldare e facendo aumentare il rischio di uragani e onde di calore” – Pur riconoscendo che il rapporto DOE concorda sull’aumento della CO₂, Battaglia evidenzia che esso conclude che negli ultimi 50 anni non si è osservato un aumento effettivo di uragani e ondate di calore. Sottolinea che l’intensità e il numero degli uragani sono inferiori rispetto ai decenni precedenti e che le ondate di calore negli anni ’20-’40 erano superiori a quelle registrate nel periodo 2000-2025;
- “Uno degli autori del Rapporto-DOE ha ammesso che il rapporto non è perfetto” – Secondo Battaglia, questa ammissione non è una debolezza, ma la dimostrazione dell’onestà intellettuale e dell’apertura al confronto che caratterizzano il vero scienziato;
- “Il Rapporto-DOE non nega che la CO₂ riscaldi il pianeta e che tra gli effetti del riscaldamento v’è l’innalzamento del livello dei mari” – Battaglia ribadisce che non c’è dubbio che la CO₂ sia un gas serra. Tuttavia, il rapporto DOE contesterebbe la rilevanza della CO₂ di origine antropica sul clima, evidenziando piuttosto i suoi benefici per la vegetazione e l’agricoltura. Il professore riconosce che il riscaldamento globale causa lo scioglimento dei ghiacci, ma sottolinea come questo sia un processo che si verifica indipendentemente dalla sua origine (naturale o antropica);
- “Il Rapporto-DOE non accenna al fatto che il global warming può avere effetti negativi sulle rese di riso, soia e grano” – Battaglia definisce questa un’affermazione ipotetica e la confuta con dati reali, confrontando i volumi dei raccolti di riso, soia e grano tra il 1950 e il 2000, periodo in cui le rese sono raddoppiate o triplicate;
- “Il Rapporto-DOE è stato messo insieme in due mesi” – La critica, secondo Battaglia, è debole, dato che gli autori sono professionisti esperti che lavorano nel campo da decenni;
- “Roger Pielke Jr. è un politologo che nel passato ha criticato i climatologi. Egli è ora un dirigente di un think-tank di conservatori” – Battaglia sottolinea che Pielke Jr. non è tra gli autori del rapporto e che la sua citazione, basata sulla sua posizione politica, non è un argomento scientifico valido.
In conclusione, il professor Battaglia afferma che il tentativo del New York Times di confutare il Rapporto DOE è fallito, e che il rapporto ne esce “rafforzato“, a dimostrazione di come funziona il metodo scientifico.


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