Il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana ha diramato alle componenti del sistema di protezione civile interessate la comunicazione di attivazione della fase operativa di ‘allarme’ a seguito del passaggio al livello di allerta F1 del sistema ‘Etnas’ per quanto riguarda la situazione sull’Etna. Si tratta di una fase corrispondente “a un’alta probabilità di accadimento imminente di fontane di lava” e che prevede la sospensione immediata di tutte le attività in corso sul vulcano e l’interdizione della zona sommitale e della zona a pericolosità permanente. Con l’attivazione della fase di allarme, i sindaci dei Comuni sommitali sono invitati ad attuare le misure previste dalle procedure operative e dai piani comunali di protezione civile.
Il capo della Protezione Civile siciliana, Salvo Cocina, insieme con il Servizio rischio sismico e vulcanico del Dipartimento regionale, mantiene i contatti con la prefettura di Catania e l’Ingv e continua a monitorare continuamente l’evoluzione della situazione.
Cocina: “eruzione normale ma Etna imprevedibile, cautela”
Quella in corso sull’Etna “è un’eruzione ‘normale’, nei limiti, ma siccome è un vulcano imprevedibile tutto può succedere“, per questo è necessario “adottare la massima cautela, tendendo sempre presenti le procedure da eseguire in caso di un’accelerazione improvvisa dell’attività eruttiva”. Lo ha detto il capo Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina, sull’attività in corso sul vulcano attivo più alto d’Europa a margine di Etna forum a Ragalna.
“Ho risposto positivamente all’invito del Comune per parlare del rischio vulcanico: della fruizione in sicurezza di questo meraviglioso Etna, delle eruzioni delle sue manifestazioni“, ha detto ancora Cocina, a margine di Etna forum a Ragalna. “Il tema che si sta imponendo – ha aggiunto – è quello di coniugare la sicurezza dei frequentatori, di coloro che salgono sull’Etna con l’esigenza della sicurezza, per potere fruire pienamente di questi spettacoli meravigliosi, delle colate, delle esplosioni piroclastiche e dei paesaggi dell’Etna. Questo – ha ribadito Cocina – è stato assicurato negli ultimi anni e sarà assicurato grazie al fatto che l’Etna è monitorato in modo quasi certosino dall’INGV di Catania che ha un sistema di controllo molto avanzato e un sistema di allerta che avverte la Protezione Civile che avvisa tutte le componenti del sistema. Il meccanismo funziona e, se vogliamo anche fare una statistica, di incidenti rispetto alle Alpi sull’Etna ne avvengono molti meno”.
“Però – sottolinea Cocina – il nostro obbligo è quello di essere sempre cauti e di guardare alla sicurezza: ricordiamo cosa è avvenuto il 2 giugno scorso quando una colata piroclastica, una massa di pietre, di sabbia e di materiale incandescente si è riversata per qualche chilometro a valle del cratere di Sud-Est e che, per fortuna, non ha incontrato alcuno. Però teniamo conto che questo fenomeno brucia tutto ciò che trova sulla strada”.


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