Di fronte alla drammatica ondata di incendi che ha devastato la Spagna quest’estate, il primo ministro Pedro Sánchez ha annunciato la creazione di un “patto nazionale per l’emergenza climatica”. L’iniziativa, ha spiegato durante la visita al centro di coordinamento antincendio di Ourense, in Galizia, mira a “attenuare gli effetti del cambiamento climatico e adattarsi ad esso”, superando divisioni politiche e ideologiche e basandosi sulle prove scientifiche. Il patto coinvolgerà tutte le amministrazioni pubbliche, i gruppi parlamentari, la società civile, le imprese, i sindacati e il mondo della scienza, fornendo risorse sia per la gestione immediata degli incendi sia per la prevenzione futura. Sánchez ha sottolineato come eventi meteorologici estremi, dai devastanti incendi boschivi ai fenomeni Dana, stiano accelerando l’emergenza climatica, in particolare nella penisola iberica.
Negli ultimi mesi, oltre 157mila ettari sono stati divorati dalle fiamme, con la Galizia tra le regioni più colpite (51mila ettari). Migliaia di persone restano evacuate e l’aria è inquinata da livelli elevati di particolato. Il governo ha inviato rinforzi militari e la Guardia Civil ha salvato cittadini intrappolati dalle fiamme. Sánchez ha assicurato che, oltre a spegnere gli incendi e ricostruire le zone colpite, la Spagna elaborerà strategie più efficaci per prevenire future catastrofi legate al cambiamento climatico.



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