Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha inoltrato al governo la richiesta di attivazione dello stato di mobilitazione straordinaria del servizio nazionale della Protezione Civile, in relazione all’incendio boschivo che sta interessando il Vesuvio, in particolare la pineta di Terzigno, con il coinvolgimento della Riserva Integrale Tirone, nonché dei territori boschivi dei comuni di Trecase, Ercolano e Ottaviano, con un fronte che, al momento, ha raggiunto i 3.000 metri e un’area di diverse centinaia di ettari bruciati. Scopo della richiesta, disporre di almeno altre sedici colonne mobili con moduli antiincendio boschivo.
L’intensità e l’estensione del rogo – scrive il Presidente nella richiesta indirizzata al governo – “stanno determinando diffuse criticità, con il coinvolgimento di un numero significativo di ettari di pineta e bosco, nonché la chiusura dei principali siti archeologici e l’interdizione al pubblico dei sentieri di accesso al Vesuvio”.
La Protezione Civile regionale sta gestendo sin dal primo momento la situazione “con pieno dispiegamento delle risorse territoriali disponibili e l’attivazione del volontariato regionale, in costante raccordo con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco-Comando Regionale della Campania, il Comando Regionale Carabinieri Forestale della Campania, l’Ente Parco del Vesuvio, e in coordinamento con la Prefettura di Napoli, che ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) ed ha interessato l’Esercito Italiano per un supporto con uomini e mezzi”.
Al momento, la Protezione Civile della Regione Campania ha attivato “tutte le risorse dell’antincendio boschivo disponibili, con il dispiegamento, nella sola giornata odierna di 4 elicotteri regionali, oltre i 6 Canadair e 1 elicottero Ericcson della flotta nazionale, e oltre 150 uomini a terra, compresi i Vigili del Fuoco. La richiesta tiene conto dell’evoluzione degli eventi in atto e della necessità di garantire il ricambio delle squadre di operatori, oramai stremati dall’impegno diurno di lotta e notturno di presidio”.
Nella nota si chiede, in particolare, il coinvolgimento coordinato delle colonne mobili regionali, delle altre Regioni e Province autonome, del volontariato organizzato di Protezione Civile e delle strutture operative nazionali, allo scopo di assicurare l’impiego di almeno otto squadre nazionali e altrettante regionali.
Il fronte dell’incendio si estende
Il fronte dell’incendio sul Vesuvio si è ampliato, raggiungendo circa 3 chilometri di estensione. Sul posto è presente l’Esercito, pronto a intervenire con uomini e mezzi meccanici per la realizzazione di linee tagliafuoco nelle aree già colpite dalle fiamme, al fine di arginare l’avanzata del rogo. Lo rende noto l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. “Il coordinamento delle operazioni prosegue senza sosta, con tutte le forze in campo impegnate nella gestione dell’emergenza. Un sentito ringraziamento – si legge in una nota – va ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri Forestale, alla Protezione Civile Regionale, ai nuclei Comunali di Protezione Civile, all’Esercito, alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e a tutti i volontari che, con impegno e professionalità, stanno facendo il massimo per fronteggiare una situazione tanto complessa e drammatica”.
In fumo circa 480 ettari di verde
“Non ci fermiamo perché la situazione può degenerare in qualsiasi momento. C’è stato un sorvolo nella parte alta del Monte Somma perché verso le 16.15 si stava alimentando un focolaio“, afferma il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, sul posto per seguire le operazioni antincendio. Il primo cittadino ribadisce che “per le abitazioni non ci sono problemi ma dobbiamo salvare quanta più vegetazione possibile“. Secondo una prima stima, “sono circa 480 gli ettari danneggiati in tutta l’area interessata dalle fiamme”. “Abbiamo chiuso tutte le strade di accesso al Vesuvio”.
A Terzigno, nella palestra comunale, è attiva la cabina di coordinamento operativo, punto di riferimento per tutte le forze impegnate sul campo. Il fumo è visibile da questa mattina anche sul versante dei Comuni della fascia costiera, come ad Ercolano. Frammenti di cenere si sono depositati su terrazze e balconi delle abitazioni.
Sopralluogo del prefetto di Napoli
Il prefetto di Napoli Michele di Bari nel pomeriggio di oggi si è recato nella zona del Vesuvio interessata dall’incendio. Con gli operatori presenti sul posto ha fatto il punto sulle attività di spegnimento delle fiamme. Il prefetto è stato ricevuto dal direttore della Protezione Civile regionale della Campania, Italo Giulivo, e dalla dirigente Claudia Campobasso. Poi ha ringraziato gli uomini dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri forestali, dell’Esercito e della Protezione Civile che sono impegnati nelle operazioni di spegnimento. La zona è presidiata dalle forze dell’ordine, dalle polizie locali dei Comuni interessati dall’incendio e dalla Polizia metropolitana.
Incontrando i giornalisti, il prefetto di Napoli ha detto “che c’è un dispositivo notevole che fino a questo momento si è rivelato adeguato“. In queste ore, il primo obiettivo è stato quello di “tutelare le persone” e sin dal primo momento si è lavorato per rassicurare le persone “in un territorio che viene controllato” proprio evitare i pericoli alle persone.
Il danno all’ecosistema è stato comunque notevole, come è accaduto nel 2017. Sulle cause dell’incendio, il prefetto ha detto che bisogna attendere l’esito dell’attività degli investigatori.
Al momento continuano ad operare circa 200 uomini “che stanno operando in maniera molto professionale“, ha osservato ancora il prefetto. Le operazioni di spegnimento, per la vastità dell’area interessata, andranno avanti anche nelle prossime ore.




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