La Federal Aviation Administration (FAA) statunitense ha annunciato la chiusura dell’inchiesta sull’incidente che lo scorso 27 maggio ha portato alla perdita del razzo Starship. Con questa decisione, SpaceX ha ricevuto il permesso di procedere con Starship Flight 10, attualmente programmato per domenica 24 agosto alle 19:30 ora locale della costa Est. Il lancio avverrà dalla base di Starbase, in Texas, e sarà trasmesso in diretta sui canali ufficiali dell’azienda.
Un 2025 complesso per il programma Starship
Il volo di maggio, noto come Flight 9, si era concluso con la distruzione di entrambe le sezioni del veicolo: il booster Super Heavy (Booster 14) e lo stadio superiore (Ship 35). L’inchiesta, condotta da SpaceX con la supervisione della FAA e il supporto di NASA, U.S. Space Force e National Transportation Safety Board, ha attribuito i problemi a guasti strutturali distinti nei 2 stadi.
Per il booster, il cedimento è stato causato dalle forze estreme affrontate durante una discesa sperimentale più ripida del normale, che ha portato alla rottura di una conduttura di propellente e all’esplosione a circa un km di quota. Nel caso dello stadio superiore, un difetto in un diffusore di gas ha provocato una perdita di metano nel muso del veicolo, destabilizzandolo progressivamente fino a comprometterne il controllo.
Poche settimane dopo, il 18 giugno, un ulteriore episodio ha aggravato la situazione: Ship 36, destinato originariamente a sostituire il veicolo perso nel Flight 9, è andato distrutto durante una prova criogenica a terra. In questo caso la causa è stata identificata in un cedimento di un serbatoio in composito (COPV), che ha portato a una “disassemblaggio rapido e non pianificato” , come lo stesso Elon Musk ha definito ironicamente simili esplosioni.
Correzioni progettuali e nuove misure di sicurezza
SpaceX ha annunciato una serie di modifiche ai sistemi di Super Heavy e Starship, tra cui:
- Riduzione dell’angolo di attacco nelle fasi di rientro, per diminuire le sollecitazioni aerodinamiche;
- Ripensamento delle grid fins del booster, che in future versioni passeranno da 4 a 3, ma di dimensioni maggiori (+50%), per migliorare la manovrabilità;
- Nuove procedure di ispezione dei COPV, inclusi test non distruttivi per individuare micro-danni interni, e l’introduzione di coperture protettive durante l’assemblaggio.
Secondo SpaceX, tutti i componenti aggiornati hanno già superato campagne di test equivalenti a 10 volte la loro vita operativa prevista.
Uno sguardo al futuro: Artemis III e la corsa contro il tempo
I voli 10 e 11 saranno gli ultimi della generazione attuale di Starship, prima del passaggio a una nuova versione del sistema progettata per garantire maggiore affidabilità e riutilizzabilità. Questo sviluppo non è solo un obiettivo aziendale: Starship è stato infatti selezionato da NASA come lander lunare per la missione Artemis III, destinata a riportare astronauti sulla superficie della Luna nel 2027.
Le anomalie riscontrate nei voli recenti alimentano però i timori di possibili ritardi, mettendo sotto pressione SpaceX affinché dimostri rapidamente progressi concreti.
Il prossimo volo
Il Flight 10 punterà ad ampliare ulteriormente l’inviluppo operativo di Starship, pur mantenendo un profilo prudente nei parametri più critici, come il rientro del booster. Il test sarà cruciale non solo per la validazione delle correzioni implementate, ma anche per convincere NASA e gli osservatori internazionali che il sistema potrà davvero raggiungere la piena affidabilità necessaria per missioni interplanetarie.


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