In Spagna, prosegue la lotta contro diversi vasti incendi forestali, un’emergenza che colpisce da giorni, in particolare, l’ovest e il nord-ovest del Paese (regioni dell’Estremadura, Castiglia-Leon, Galizia e Asturie) e in cui sono finora morte tre persone. Al momento, sono attivi 19 roghi considerati specialmente gravi in quanto comportano pericoli diretti per popolazione, centri abitati o infrastrutture civili: lo ha spiegato su Rtve la direttrice generale della Protezione Civile, Virginia Barcones, che ha parlato di una “situazione catastrofica” ma che “è affrontata tra tutte le amministrazioni e con tutti i mezzi disponibili”.
Barcones ha annunciato, inoltre, che nel pomeriggio è atteso l’atterraggio nella base di Matacán (Salamanca) di due mezzi aerei antincendio italiani, dopo che nei giorni scorsi erano già stati inviati in supporto alla Spagna due Canadair francesi. “Una volta arrivati, si determinerà dove inizieranno a operare“, ha spiegato.
Migliaia di evacuati
Nel corso dell’ultima settimana, diverse migliaia di persone sono state evacuate dai loro luoghi di residenza o villeggiatura, una parte delle quali nelle ultime ore. Tra ieri e questa mattina, sono stati segnalati 11 feriti in diversi roghi.
Gli incendi stanno anche provocando alcuni problemi per i trasporti nelle zone più colpite: ad esempio, resta interrotta la linea ferroviaria ad alta velocità Madrid-Galizia e ci sono problemi su alcune strade secondarie.
Situazione complessa
La direttrice della Protezione Civile spagnola ha spiegato che la gestione di questi incendi è particolarmente complessa in quanto “alcuni che sembrano essere stabilizzati” all’improvviso possono “tornare ad attivarsi con molta forza“: una situazione in “continua evoluzione“, ulteriormente complicata dalle altissime temperature che il Paese iberico affronta in questi giorni (anche per questo weekend sono previste massime superiori ai +40°C in diverse zone).
Come riportano la stessa Rtve e altri media, nelle ultime ore a preoccupare particolarmente sono stati alcuni roghi in provincia di Salamanca (Castiglia-Leon), dove sono stati evacuate circa 1.500-2.000 persone da alcune piccole località. In quella zona, sono anche stati registrati due feriti. In provincia di Leon, nella stessa regione, tre militari dell’Unità per le emergenze impegnati nell’estinzione di un grave rogo a Yeres sono rimasti feriti per ustioni e un quarto ha subito una lussazione a una spalla, ha reso noto il Ministero della Difesa.
Poco più a ovest, in provincia di Ourense (Galizia), 5 persone hanno ricevuto assistenza sanitaria per ferite di diverso tipo. Sempre in questa provincia, le dimensioni di un incendio scoppiato a Chandrexa de Queixa lo hanno trasformato nel rogo più grave dell’intera regione, con oltre 16.000 ettari bruciati.
Preoccupano anche situazioni attive in Estremadura, dove alcune case sono state danneggiate dal fuoco a Casar de Cáceres e la cui amministrazione ha chiesto aiuto ad altre regioni spagnole come Murcia e Comunità Valenciana e al vicino Portogallo, e nella zona di Avila (Castiglia-Leon).
In queste ore è prevista una riunione del Comitato statale di coordinamento delle emergenze diretta personalmente, in videoconferenza, dal premier Pedro Sanchez.
In Portogallo, bruciati 64mila ettari in soli due giorni
Gli incendi boschivi che stanno devastando il Portogallo hanno bruciato circa 64.000 ettari di foresta in soli due giorni. È quanto emerge da una stima l’Istituto per la Conservazione della Natura e delle Foreste (ICNF). Complessivamente, quest’anno il Portogallo ha perso 17 volte più terreno a causa degli incendi rispetto allo stesso periodo del 2024. L’ICNF ha stimato che circa 75.000 ettari siano andati in fumo tra l’1 gennaio e il 14 agosto, ma la cifra è salita a oltre 139.000 oggi, riporta l’agenzia di stampa Lusa. In due giorni, il 46% dell’area bruciata dall’inizio dell’anno è andata a fuoco, e la situazione non sta migliorando nel centro e nel nord del Paese, dove più di cento comuni rimangono a rischio massimo.
Uno dei comuni in allerta è Guarda, dove centinaia di Vigili del Fuoco continuano a combattere un incendio che venerdì 15 agosto ha causato la prima vittima dell’attuale emergenza: un ex leader locale che stava aiutando sul campo a spegnere le fiamme.
Nei Balcani resta l’emergenza incendi: critica la situazione in Montenegro
Anche in diversi Paesi dei Balcani, dove domina ancora un’ondata di caldo te clima secco, prosegue l’emergenza incendi. La situazione resta allarmante in particolare in Montenegro con numerosi focolai ancora attivi. I roghi boschivi si sono allargati nella regione di Niksic, dove sono in azione diversi aerei e elicotteri. Critica la situazione anche nelle province di Kuce e Pipere, dove le fiamme hanno minacciato per alcune ore diverse case. L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco e delle squadre di soccorso ha scongiurato ulteriori gravi conseguenze per gli abitanti locali. Stando ai media, alle operazioni di spegnimento degli incendi partecipano unità aeree di Ungheria e Repubblica Ceca.
Diversi vasti incendi sono attivi anche in Macedonia del Nord, Croazia e Albania.



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