“Abbiamo messo in campo un dispiegamento di mezzi senza precedenti contro l’ondata di incendi“. Così il vicepremier spagnolo con delega alla Transizione Ecologica, Sara Aagesen, ha aperto il suo intervento nel pomeriggio al Senato – sollecitato dal Partito Popolare che ha la maggioranza nella Camera Alta – per informare sulle misure adottate dal governo per fronteggiare l’intensità degli incendi che dai primi di agosto hanno colpito 29 province di 14 comunità autonome della Spagna. Le fiamme hanno mandato in fumo almeno 362.000 ettari di vegetazione, dei quali 160.000 ettari in parchi naturali protetti e della Rete natura 2000 europea, degradando l’habitat di 395 specie protette o a rischio di estinzione, fra cui l’orso bruno e la cicogna nera, secondo le stime del Ministero.
“Ci troviamo davanti a un’emergenza che ci interpella tutti e ci impone una riflessione chiara e rigorosa sulle cause che hanno provocato una tale virulenza degli incendi nei diversi territori e sulle loro conseguenze“, ha detto Aagesen. “Dobbiamo essere capaci di operare politiche pubbliche che ci proteggano e ci permettano di anticipare” le conseguenze di eventi estremi “per rendere la Spagna più resiliente all’emergenza climatica”, ha aggiunto.
Il Ministro ha sottolineato il ruolo cruciale dell’Agenzia statale di Meteorologia (AEMET) nel fornire previsioni e mappe di rischio, fondamentali per anticipare la lotta contro il fuoco. E ha assicurato che il governo si impegna a sostenere le comunità autonome nel ripristino delle aree colpite. Ha ricordato che “fra il 2024 e il 2025 il governo ha aumentato da 107 milioni a 134 milioni di euro la partita destinata alla prevenzione e all’estinzione di incendi“, aumentata del 50%. Infine, Aagesen ha fatto appello all’unità politica per un “patto di Stato contro l’emergenza climatica”, proposto dal Premier Pedro Sanchez.


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