E così, all’improvviso, durante una delle stagioni degli uragani atlantici più deboli della storia, nelle ultime ore alle Bermuda è nato l’Uragano Gabrielle, che si è rapidamente intensificato raggiungendo la 3ª categoria sulla scala Saffir-Simpson. Il National Hurricane Center (NHC) e più redazioni internazionali concordano su due punti: il nucleo della tempesta passerà ad est di Bermuda e si volgerà a nord e poi nord-est tra oggi e martedì, restando in mare aperto.
Una situazione insolita, perchè l’Uragano Gabrielle è nato molto più a nord e molto più a ovest dalla solita area in cui nascono gli uragani, e soprattutto per l’evoluzione successiva: si muoverà rapidamente verso l’Europa!
“Perché è nato lì?” La posizione di genesi e la rotta: cosa è normale e cosa no
Dove nascono di solito gli uragani atlantici?
Gran parte della stagione (agosto-settembre) vede la cosiddetta MDR – Main Development Region tra Capo Verde e Caraibi, con onde africane che attraversano l’Atlantico e, guidate dall’alta subtropicale, scorrono verso ovest per poi ricurvare a nord e nord-est quando incontrano le saccature delle medie latitudini. Eventi come Ophelia (2017), Leslie (2018) e Lorenzo (2019) mostrano che alcuni cicloni possono spingersi molto a est e raggiungere Europa/Azzorre dopo la transizione extra-tropicale.
Perché Gabrielle è “insolito” vicino a Bermuda?
Non è impossibile che un uragano nasca in prossimità del corridoio Bermuda–Nord Atlantico quando incontra acque ancora abbastanza calde, wind shear contenuto e flussi umidi in quota. L’insolito, oggi, è la rapida intensificazione avvenuta in un’area più a nord del classico “percorso di Capo Verde”, non la mera presenza di un uragano in zona. Ecco perchè Gabrielle non colpirà territori americani ma si dirigerà rapidamente verso l’Europa nei prossimi giorni, come illustrano le mappe del NOAA che pubblichiamo a corredo dell’articolo.
La stagione 2025: un’Atlantico stranamente quieto… fino ad ora!
Negli giorni scorsi abbiamo già raccontato su MeteoWeb il “mistero” di un Atlantico sorprendentemente poco attivo nel cuore della stagione. Molte analisi hanno segnalato un vuoto di uragani tra fine agosto e metà settembre, anomalo per il periodo, a seguito della formazione di Erin ad agosto (anche quella tempesta ha insolitamente raggiunto l’Europa!), e fino ad ora con l’anomala nascita di Gabrielle. È il segnale che l’Atlantico può “risvegliarsi” anche dopo settimane calme.
Oggi Gabrielle è il secondo uragano della stagione, in un contesto fin qui più “silenzioso” del normale. Ed è ancor più curioso che entrambi gli unici uragani della stagione, abbiano preso di mira l’Europa rimanendo sempre al largo della terraferma americana.
Allerta Meteo: le mappe incredibili per il weekend con l’arrivo di Gabrielle sul Portogallo domenica 28
Le proiezioni a scala sinottica collocano Gabrielle in transizione extra-tropicale in prossimità/nei pressi delle Azzorre tra venerdì e sabato. La posizione del minimo dopo la transizione è incerta: diversi cluster ECMWF lo mantengono largo sulle acque a ovest dell’Europa, altri ne ipotizzano una maggiore influenza sull’Atlantico orientale. In Iberia (Portogallo–Spagna), lo scenario più prudente è aumento dell’agitazione del mare, venti di settore meridionale-sudoccidentale e fronti in entrata da ovest tra domenica e lunedì, più da depressione extra-tropicale che da uragano.
Ma scenari più estremi come l’ultimo aggiornamento del modello europeo ECMWF, confermano l’arrivo della tempesta domenica 28 in Portogallo, dopo un lento e graduale avvicinamento nei giorni precedenti:
I precedenti degli uragani in Europa
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Leslie (2018): arrivò in Portogallo come tempesta extra-tropicale molto intensa, con raffiche oltre 170–190 km/h in alcune località e danni diffusi in Portogallo e poi in Spagna/Francia.
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Ophelia (2017): major hurricane nel medio Atlantico, poi post-tropicale con impatti severi in Irlanda.
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Lorenzo (2019): Cat. 5 record a est; impatti diretti sulle Azzorre e poi Europa come tempesta extra-tropicale.
Questi casi mostrano che l’Europa può essere colpita, ma non da uragani “puri”: si tratta quasi sempre di cicloni extra-tropicali nati da un uragano attraverso la transizione e l’innesto nel getto polare.
Tutti i dettagli e le mappe nel video di seguito:
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