Non poteva essere altrimenti. I catastrofisti del cambiamento climatico, che siano esponenti politici o tecnici della scienza, si sono scatenati dopo le parole di Donald Trump nel suo storico discorso tenuto oggi all’Assemblea Generale dell’ONU in cui il Presidente USA ha usato toni molto duri sul tema climatico ed energetico. Trump si è espresso entrando nel merito, fornendo esempi concreti e pratici, illustrando dati di fatto. E invece le risposte sono i soliti cliché. Bonelli è scandalizzato e accusa Trump di “negazionismo“, un epiteto molto originale di questi tempi. Mercalli nega a prescindere il confronto “perchè non è un climatologo, quindi non può esprimersi“. Un po’ come se chiunque non fosse cuoco non potesse esprimersi sulla cucina.
Completa il quadro Antonello Pasini, primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), docente di Fisica del clima all’Università Roma Tre: “È sconcertante e profondamente preoccupante ascoltare ancora una volta Donald Trump negare l’evidenza scientifica della crisi climatica di fronte alle Nazioni Unite. La comunità scientifica ha da tempo chiarito che non si tratta di un’opinione, ma di dati concreti e inequivocabili. Il cambiamento climatico non è un problema ideologico, ma reale, e non lo si risolve negando la realtà per consentire una narrazione di parte“. Per questo, aggiunge Pasini, “Italia ed Europa dovrebbero prendere nettamente le distanze da queste posizioni negazioniste e trasformare lo sconcerto in determinazione: accelerare con ancora più convinzione la transizione energetica, investire nelle rinnovabili e dare un segnale forte al mondo che il futuro non si costruisce negando la realtà, ma affrontandola con coraggio e responsabilità“.
Le parole di Luca Mercalli
“Da che pulpito viene la predica… Non mi risulta che il signor Trump sia un climatologo“. Così all’AdnKronos Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, commenta le parole del presidente degli Stati Uniti sul cambiamento climatico (“la più grande truffa mai messa in atto a livello globale“, l’ha definito nel suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu). Un commento, incalza Mercalli, “che può fare chiunque non abbia competenze, le sue parole non valgono solo perché è il presidente Usa“. Tra l’altro, aggiunge Mercalli, “la settimana scorsa, l’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, una delle massime autorità scientifiche al mondo, ha pubblicato rapporto che conferma il cambiamento climatico causato dalla combustione dei combustibili fossili e dalle attività umane, contraddicendo le parole di Trump“. Insomma, che sia una grande truffa “è una stupidaggine: la conoscenza scientifica del cambiamento climatico ha oltre 100 anni. La prima pubblicazione che stabilì il ruolo del combustione del carbone nel riscaldamento globale è del 1896, scritta dal premio Nobel Svante Arrhenius. E dopo più di 100 anni regge ancora“. A proposito delle parole del presidente Trump sul carbone (“pulito e bello“) “si capisce che c’è secondo fine: favorire l’industria dei combustibili fossili“, sottolinea Mercalli. Infine, le Nazioni Unite. “Le Nazioni Unite non fanno ricerca indipendente, mettono insieme tutta la ricerca scientifica del mondo, Stati Uniti inclusi, poi pubblicano il rapporto globale, ma non è che ci sono gli scienziati delle Nazioni Unite…“, specifica Mercalli ricordando che “tra l’altro, fare questo tipo di ricerca è un incarico gratuito che coinvolge scienziati di tutto il mondo, Italia compresa“. Insomma, “dare la colpa all’Onu non ha significato“. E in conclusione, “per dare ragione a Trump, bisognerebbe rinnegare la scienza di tutto il mondo, e buttare via secoli di ricerca“.
Il commento di Angelo Bonelli
“Donald Trump oggi all’ONU ha definito il cambiamento climatico ‘la più grossa truffa mai perpetrata al mondo’. In realtà la truffa la stanno facendo loro: la destra globale che occulta i dati scientifici e nega l’emergenza climatica. Trump e Putin hanno una cosa in comune: gli interessi economici legati ai combustibili fossili. Putin può contare su 45 mila miliardi di metri cubi di gas, equivalenti al fabbisogno dell’Italia per 700 anni, mentre Trump guida il più grande produttore mondiale di GNL. Per aumentare i loro profitti mettono in discussione il futuro del pianeta. Questa è la vera truffa: negare la crisi climatica per difendere i propri affari personali. È un motivo in più per organizzarci e battere questa destra globale che calpesta la democrazia, i diritti e che vuole costruire un nuovo ordine mondiale basato sulla supremazia militare, fermando le politiche per il clima che invece porterebbero prosperità, progresso, benessere sociale e ambientale ai popoli del mondo“. Così si è espresso Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.
Tra le voci critiche anche Laurence Tubiana
“Quasi tutti i governi del mondo riconoscono che il cambiamento climatico non è una bufala ma una sfida decisiva e che le energie rinnovabili non sono un lusso ma la spina dorsale della prosperità futura. Ecco perché, anche in tempi di conflitti e pressioni economiche, i Paesi stanno lavorando per accelerare l’azione per il clima. Fingere il contrario è semplicemente negare la realtà“. Così Laurence Tubiana, direttrice della European Climate Foundation e considerata una delle principali ‘architetti’ dell’Accordo di Parigi sul Clima.



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