Clima, l’Europa arriva divisa all’ONU: Von der Leyen in difesa della transizione verde

Compromesso al ribasso sulle emissioni al 2035. Dubbi interni e pressioni esterne mettono a rischio la leadership Ue sul clima

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, mercoledì dovrà difendere le ambizioni climatiche dell’Europa a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. E non sarà facile, perché il voto di giovedì dei ministri dell’Ambiente ha messo in evidenza non solo le divisioni tra i Ventisette, ma soprattutto i dubbi sulla strategia intrapresa. I Paesi europei hanno approvato un compromesso minimo sulla riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2035, per non arrivare a mani vuote all’Onu e alla COP30 in Brasile a novembre. Non riuscendo a prendere una decisione definitiva, i Ventisette hanno approvato una riduzione delle emissioni compresa tra il -66,25% e il -72,5% rispetto al 1990, che sarà perfezionata se troveranno un accordo nelle prossime settimane o mesi. Il documento approvato, dopo dure trattative tra i ministri, è solo una semplice “dichiarazione d’intenti” e non un impegno vincolante. Italia, Francia, Germania e Polonia hanno suscitato l’ira delle organizzazioni ambientaliste chiedendo una discussione tra i leader al summit Ue del 23 ottobre sui nuovi target al 2040 proposti in luglio dalla Commissione, di fatto posticipandone l’approvazione, si legge su L’Economia de Il Corriere della Sera.

Gli effetti della politica di Trump sulla transizione ecologica

È in corso a livello internazionale un ripensamento sulla transizione verde anche da parte di chi l’ha difesa a spada tratta. L’arrivo di Trump alla Casa Bianca è stato un terremoto politico con effetti a catena. “Il consenso consolidato a sostegno dell’azione per il clima si sta frammentando: si è sgretolato negli Stati Uniti, è stato salvato dall’orlo del baratro dalle elezioni in Canada e Australia, mostra gravi difficoltà nel Regno Unito e segni di cedimento in tutta Europa”, ha osservato Michael Liebreich in un articolo di BloombergNEF (da sempre sostenitore di politiche verdi), continua il giornale.