Equinozio d’Autunno con tempesta geomagnetica: il vento solare potrebbe “accendere” le aurore

Il flusso solare in arrivo non è particolarmente intenso: tuttavia, grazie all’amplificazione stagionale, potrebbe innescare una tempesta geomagnetica

L’autunno boreale potrebbe aprirsi con un cielo colorato da aurore polari. Domani, 22 settembre, in coincidenza con l’equinozio d’autunno, un flusso di vento solare raggiungerà il campo magnetico terrestre. Di per sé, non sarebbe un evento eccezionale: le particelle cariche provenienti dal Sole interagiscono costantemente con la magnetosfera del nostro pianeta. La particolare configurazione astronomica di questo periodo, però, rende la Terra più vulnerabile alle loro perturbazioni.

Il fenomeno è spiegato da quello che gli astrofisici chiamano effetto Russell-McPherron: durante gli equinozi, l’orientamento del campo magnetico terrestre rispetto al vento solare favorisce l’ingresso delle particelle nello Spazio circumterrestre. Anche un disturbo modesto, che in altri momenti passerebbe quasi inosservato, può quindi trasformarsi in una tempesta geomagnetica.

Tempesta geomagnetica classe G1 in arrivo

Secondo le previsioni, il flusso solare in arrivo non è particolarmente intenso. Tuttavia, grazie all’amplificazione stagionale, potrebbe innescare una tempesta geomagnetica di classe G1, la più debole nella scala ufficiale (che va da G1 a G5).

Gli effetti attesi sono lievi:

  • leggere fluttuazioni nelle reti elettriche ad alta latenza;
  • disturbi minimi alle comunicazioni radio in alta frequenza;
  • possibili irregolarità nei sistemi di navigazione satellitare.

La vera attrazione, però, sarà per gli occhi: la possibilità di aurore polari più intense e diffuse del solito. In caso di sviluppo della tempesta, le luci danzanti del cielo potrebbero spingersi a latitudini leggermente più basse rispetto alla normale “cintura aurorale”.

tempesta geomagnetica 22 settembre
Previsione Space Weather Prediction Center NOAA

Perché proprio all’Equinozio?

L’effetto Russell-McPherron, scoperto negli anni ’70 dai fisici Christopher Russell e Robert McPherron, descrive come la geometria stagionale del campo magnetico terrestre influisca sull’interazione con il vento solare. Durante gli equinozi, l’asse magnetico della Terra è orientato in modo tale da massimizzare la connessione con il campo magnetico interplanetario trasportato dal vento solare.

In altre parole, la Terra diventa più “ricettiva” alle perturbazioni solari. Non a caso, le statistiche mostrano un picco di tempeste geomagnetiche proprio nei pressi degli equinozi, indipendentemente dall’intensità dell’attività solare.

Un promemoria dal Sole

Quello previsto per domani non sarà un evento estremo, ma è un promemoria della costante influenza che il Sole esercita sul nostro pianeta. Ogni emissione solare – dai deboli flussi di vento solare alle violente espulsioni di massa coronale – può trovare nella Terra un bersaglio sensibile, soprattutto nei momenti di equilibrio stagionale.