La Danimarca ha elevato il livello di sicurezza intorno alle installazioni energetiche nel timore di sabotaggi e attacchi ibridi, dopo una serie di sorvoli di droni di provenienza sconosciuta ma dietro cui le autorità vedono la responsabilità russa. Lo ha annunciato, alla vigilia del vertice informale europeo domani a Copenaghen e della Comunità politica europea giovedì, il ministro dell’Energia danese, Lars Aagaard. “Temiamo che alla fine qualcuno possa mettere in pericolo il nostro approvvigionamento energetico, e un Paese senza approvvigionamento energetico è un Paese che non funziona”, ha spiegato Aagaard alla televisione TV2. Il livello di sicurezza è stato portato ad arancione, il secondo più alto, il che si tradurrà in una maggiore sorveglianza e in un accesso limitato alle infrastrutture energetiche, ha detto il ministro ai media danesi.
“Non sono solo i droni” a giustificare la maggiore vigilanza, ha poi sottolineato il ministro, “questo riflette anche il modo in cui vengono percepite, in tutto il mondo, le infrastrutture energetiche e la maggiore attenzione che viene loro riservata”.
La mossa della Polonia
La Polonia manderà truppe in Danimarca per contribuire alla sicurezza dei due vertiti europei che si terranno a Copenaghen, domani quello informale dei 27 e giovedì quello della Comunità politica europea con i leader di una quarantina di Paesi. Lo ha annunciato il premier polacco Donald Tusk, che ha parlato della decisione come di “un ovvio atto di solidarietà”. “Abbiamo accolto con soddisfazione la richiesta del governo danese di mandare soldati per proteggere i summit europei”, ha detto il capo del governo di Varsavia durante una riunione di governo.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?