Monte Rosa: distacchi glaciali a inizio settembre, colpa dello zero termico

Estate 2025: caldo record sulle Alpi e zero termico oltre i 5000 metri. Nei primissimi giorni di settembre 2025 il massiccio del Monte Rosa ha mostrato segni evidenti di sofferenza

Nei primissimi giorni di settembre 2025 il massiccio del Monte Rosa ha mostrato segni evidenti di sofferenza: importanti distacchi glaciali, ben visibili dal Lago delle Locce nei pressi del Rifugio Zamboni (alta Val d’Ossola), hanno fotografato un passaggio di stagione critico dopo un’estate insolitamente prolungata e calda. Il quadro si inserisce in una sequenza di ondate di calore che tra giugno e agosto hanno innalzato ripetutamente lo zero termico oltre i 5.000 m, superando l’altitudine delle principali cime alpine.

Estate 2025: un’anomalia termica prolungata

La combinazione tra temperature elevate e persistenza del caldo ha consumato il manto nevoso stagionale molto prima del normale. A quote intermedie (1.300–1.500 m) si sono registrati picchi superiori ai 30 °C, localmente amplificati dal foehn. Risultato: meno neve di ricarica, più giorni utili alla fusione e un bilancio di massa glaciale negativo.

Perché i ghiacciai hanno ceduto

  • Zero termico oltre 5.000 m: la fascia di temperatura positiva ha inglobato gran parte delle superfici glaciali, estendendo la finestra di fusione anche a quote in genere “protette”.
  • Ablazione prolungata: neve stagionale assottigliata o assente, che lascia affiorare il ghiaccio vivo accelerandone lo scioglimento.
  • Fattore foehn: aria calda e secca che abbatte l’umidità e innalza rapidamente le temperature, favorendo instabilità meccanica e termica dei fronti glaciali.
Distacchi glaciali Monte Rosa
Distacco glaciale sul Monte Rosa – Immagini di Filippo Ossuzio

Dove si sono visti gli effetti

Le osservazioni dal Lago delle Locce documentano ingenti distacchi e una chiara regressione delle lingue glaciali. Le principali implicazioni operative:

  • Maggiore frammentazione dei seracchi e propensione ai crolli.
  • Aumento del trasporto solido nei torrenti glaciali.
  • Pericolosità crescente su percorsi alpinistici e nelle aree di fondovalle esposte.

Rischi attesi e priorità

Con l’autunno alle porte, eventuali nuovi episodi di caldo e precipitazioni intense su superfici instabili possono innescare valanghe di neve bagnata, colate detritiche e piene improvvise. Le priorità:

  1. Monitoraggio strumentale continuo di fronti e seraccate critiche.
  2. Pianificazione dei percorsi alpinistici con finestre orarie più strette e alternative sicure.
  3. Allerta e informazione puntuale a guide, rifugi e amministrazioni locali.
  4. Adattamento infrastrutturale in alta quota (tracciati, passerelle, ancoraggi) a una dinamica glaciale più rapida.

Un segnale forte del cambiamento in atto

I distacchi sul Monte Rosa non sono un episodio isolato: confermano come il riscaldamento estivo prolungato stia ridisegnando tempi e modi dell’alta montagna. Per la comunità scientifica e per chi vive e frequenta l’alta quota, la stagione 2025 è un campanello d’allarme: servono dati, coordinamento e scelte operative tempestive per ridurre il rischio e proteggere un patrimonio naturale fragile.