Muro anti-droni, l’Europa rafforza la protezione dei confini orientali: la situazione in Germania

Il progetto "Eastern Flank Watch" mira a rafforzare le difese terrestri, marittime e aeree, con il coinvolgimento dell'Ucraina e il sostegno delle principali nazioni europee

L’Europa studia un muro anti-drone per proteggere il fianco orientale e schermare i confini, esposti alle potenziali azioni della Russia. Il muro è destinato a far parte di un progetto più ampio, noto come “Eastern Flank Watch” (sorveglianza del fianco orientale), e avrà tre componenti: oltre a un “muro anti-droni” al confine dei Paesi di frontiera, adatto a prevenire incursioni come quelle denunciate nelle ultime settimane, si prevede di creare un “muro terrestre” con sistemi anti-mobilità e un “muro marittimo”, richiesto da Romania e Bulgaria, bagnate dal Mar Nero. Il quadro è stato delineato dal commissario Ue alla Difesa Andrius Kubilius, dopo la riunione di apertura formale del progetto.

Chi costruisce il muro

Hanno partecipato ai lavori i ministri della Difesa di Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Lettonia, Polonia e Romania, a cui si sono aggiunti i colleghi di Slovacchia e Ungheria, nonché l’Alta rappresentante Ue per gli affari esteri, Kaja Kallas, rappresentanti della presidenza danese e funzionari Nato, ha specificato Kubilius.

Nel corso dell’evento è stata molto apprezzata una presentazione “molto informativa e sostanziale” da parte del ministro della difesa ucraino, Denys Shmyhal, che ha condiviso “esperienza inestimabile e testata sul campo”. “Stiamo affrontando sfide chiare: la Russia sta testando l’Ue e la Nato e dobbiamo rispondere in maniera ferma e immediata. Abbiamo deciso di passare dalle discussioni all’azione concreta”, ha aggiunto il commissario, puntualizzando che i partecipanti alla riunione hanno raggiunto una comprensione comune sulla progettazione delle componenti fondamentali dell’operazione Eastern Flank Watch.

La priorità immediata è di costruire capacità di monitoraggio avanzato, “che manca in certi luoghi”, tracciamento e intercettazione dei droni, aggiunge. Seguono le difese terrestri, quelle marittime e capacità di monitoraggio dallo spazio, “di cui c’è un gran bisogno”, prosegue Kubilius, sottolineando che tali capacità si rendono utili anche in altri campi, come quello della sicurezza dei confini e del contrasto alla migrazione irregolare.

Il ruolo dell’Ucraina

Eastern Flank Watch andrà sviluppato come progetto regionale e interoperabile, ha continuato il commissario, e insieme all’Ucraina, sfruttando la sua esperienza. “I prossimi passi sono chiari: raggiungere sostegno politico prima del Consiglio europeo di ottobre”, dove il muro anti-droni sarà argomento di discussione importante nel contesto del piano di preparazione delle capacità di difesa Readiness 2030. Kubilius ha anticipato che nel “prossimo futuro” verrà definita “una roadmap concettuale dettagliata”, di concerto con esperti nazionali e industria della difesa, e occorre creare in parallelo uno strumento per convogliare le varie entità coinvolte e “rendere il muro una realtà”.

L’Ue deve “muoversi velocemente”, farlo “prendendo tutte le lezioni dall’Ucraina” e realizzare il progetto del “muro anti-droni” insieme a Kiev, ha ribadito Kubilius all’Afp.

Germania: allerta droni, Berlino verso norme più severe

La Germania è determinata e vuole procedere con il rafforzamento delle capacità di contrasto della minaccia rappresentata da sorvoli non autorizzati di droni. A parlarne è stato il ministro degli Interni, Alexander Dobrindt. “Il mio obiettivo è stabilire nella legge per la sicurezza aerea che i militari possano fornire assistenza alla Polizia all’interno del Paese”, ha detto Dobrindt al giornale Rheinische Post.

L’intento, ha detto, è istituire un centro ad hoc per i droni. Un portavoce del ministero ha confermato colloqui in corso per emendamenti alle norme sulla sicurezza aerea. Secondo la Bild, l’uso della forza sarà previsto in caso di seria minaccia. Modifiche alla legge erano state avviate a gennaio dal precedente governo. Avrebbe consentito l’uso della forza armata contro velivoli senza pilota.