Un’impresa che unisce resistenza fisica, preparazione scientifica e forza di volontà. Kokichi Akuzawa, giapponese di 102 anni, è entrato nella storia diventando la persona più anziana ad aver raggiunto la vetta del Monte Fuji, la montagna sacra del Giappone (3.776 metri). Il Guinness World Records ha ufficializzato il primato, che segna per Akuzawa un ritorno al successo: 6 anni fa aveva già stabilito lo stesso record, ora aggiornato con questa nuova straordinaria scalata, effettuata ad agosto.
Una sfida oltre i limiti dell’età
Affrontare un’ascesa come quella al Fuji a oltre un secolo di vita non è soltanto un atto simbolico, ma anche una prova di adattamento biologico e resilienza. L’anziano alpinista ha dovuto fare i conti con i rischi legati all’altitudine, tra cui ipossia, affaticamento muscolare e disidratazione, condizioni che per un corpo centenario risultano ancora più gravose. “Ero davvero tentato di rinunciare a metà strada”, ha raccontato Akuzawa ai media giapponesi, “ma i miei amici mi hanno incoraggiato e alla fine è andato tutto bene. Sono riuscito a farcela perché tante persone mi hanno sostenuto”.
L’allenamento e il supporto scientifico
Prima dell’impresa, Akuzawa ha seguito un programma di allenamento durato 3 mesi: sveglia alle 5 del mattino e passeggiate quotidiane di un’ora nella prefettura di Nagano. Una preparazione costante e graduale, studiata per mantenere capacità cardiorespiratorie e tonicità muscolare, elementi fondamentali per contrastare gli effetti dell’età avanzata.
Una scalata corale
La spedizione non è stata solo una prova individuale, ma un’impresa condivisa. Akuzawa ha scalato insieme alla figlia 70enne Motoe, alla nipote, al marito di quest’ultima e a 4 amici di un club alpinistico locale. Dopo due notti di campeggio lungo il sentiero e momenti di stanchezza estrema che lo avevano quasi convinto a ritirarsi, il gruppo lo ha sostenuto fino alla vetta. “Il fascino di raggiungere la cima è innegabile”, ha ricordato Akuzawa, “ma questa volta sono state le persone intorno a me a spingermi a continuare”.


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