Nelle ultime ore, la Terra è stata investita da una tempesta geomagnetica di moderata intensità, classificata come G2, che ha colto di sorpresa gli esperti di meteorologia spaziale. L’evento, durato poche ore, non ha avuto conseguenze rilevanti né sulle telecomunicazioni né sulla comparsa di aurore polari, solitamente associate a fenomeni di questo tipo. L’aspetto più curioso è stata proprio la sua natura inattesa. In questi giorni, infatti, l’attività solare si presenta piuttosto calma e non vi erano state avvisaglie di disturbi significativi nello Spazio interplanetario. Eppure, un improvviso collegamento tra il campo magnetico terrestre e quello solare ha innescato la tempesta.

Tempesta geomagnetica G2 sorprende la Terra: cos’è l’effetto Russell-McPherron
Secondo quanto riportato dal sito specializzato SpaceWeather.com, la causa va ricercata nel cosiddetto effetto Russell-McPherron. Questo fenomeno si manifesta in prossimità degli equinozi, quando l’orientamento del campo magnetico terrestre favorisce l’interazione con il vento solare. Una sorta di “finestra magnetica” che rende possibile l’arrivo di disturbi improvvisi anche in assenza di grandi eruzioni solari.
La difficoltà maggiore, in questi casi, è proprio la previsione: le tempeste geomagnetiche possono emergere senza segnali premonitori evidenti e le loro cause spesso sfuggono a un’analisi immediata.
L’equinozio d’autunno, atteso il 22 settembre, rappresenta quindi un periodo dell’anno particolarmente favorevole a eventi di questo tipo. La tempesta dei giorni scorsi, seppur senza effetti significativi, ricorda quanto lo Spazio circumterrestre resti un ambiente complesso e in parte ancora imprevedibile.



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