Altri quattro anni di carcere per Zhang Zhan, la citizen journalist arrestata per la prima volta nel maggio del 2020 e rimasta dietro le sbarre per anni per i suoi racconti all’inizio dell’epidemia di Covid-19 a Wuhan. Secondo Reporters Sans Frontières e Network of Human Rights Defenders, la 42enne Zhang è stata nuovamente condannata venerdì da un tribunale di Shanghai a quattro anni di detenzione per “fomentare dispute e creare problemi”, un’accusa spesso usata in Cina contro dissidenti e attivisti.
Venerdì, secondo alcune fonti, le forze di sicurezza avrebbero impedito a diplomatici e giornalisti l’ingresso in tribunale. Cristiana, con un passato da avvocato, Press Freedom Award 2021, Zhang è stata tra i pochi giornalisti indipendenti cinesi a raccontare quello che accadeva nella megalopoli del gigante asiatico con 11 milioni di persone in lockdown. La prima condanna a quattro anni di carcere era stata motivata da accuse di “disturbo della quiete pubblica” e per aver “provocato problemi”. Zhang era poi uscita di prigione nel maggio dello scorso anno. Ed era poi nuovamente ‘sparita’ nell’agosto successivo, quando attivisti per i diritti umani ne denunciarono l’arresto. La nuova sentenza è per Rsf “assolutamente scioccante”.
La Cina è al 178° posto su 180 Paesi nella classifica internazionale sulla libertà di stampa stilata da Reporters sans frontières.


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