Clima, adesso anche l’INGV scivola nel catastrofismo: un post (anonimo) sui social con giri di parole per sminuire il freddo di questo periodo

Clima, il freddo record di inizio Ottobre manda in tilt la narrazione ossessiva-compulsiva del "caldo senza precedenti" alimentata dal catastrofismo climatico. E persino l'INGV (?!?) scivola su queste speculazioni anti-scientifiche

Fa caldo, ed è colpa del cambiamento climatico. Fa freddo, e ovviamente è anche colpa del cambiamento climatico. Fa caldo, e dipende senza ombra di dubbio dal riscaldamento globale. Fa freddo, e “bisogna differenziare meteo e clima” oppure addirittura “è la conferma contro intuitiva del riscaldamento globale“. Certo, e gli asini volano, e la gente è scema e ci casca ancora una volta, e Greta Thunberg ha realmente competenze climatologiche.

Suvvia.

Ieri sulla pagina Facebook denominata “INGV Ambiente“, con 32 mila follower e un’unica descrizione che fa riferimento al “Dipartimento Ambiente” dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è comparso un post particolarmente strano e ambiguo sul tema climatico. Prima di tutto viene da chiedersi a che titolo l’INGV, l’ente istituzionale che studia terremoti, faglie e vulcani del nostro Paese, si occupi di meteorologia e climatologia. Ma questo è il minimo.

La prima anomalia è la titolarità del post pubblicato: non è firmato e nessuno sa chi l’ha scritto. Il Presidente Fabio Florindo dovrebbe avviare un’indagine interna per capire chi ha la gestione e il controllo della pagina e pubblica post così anonimi e superficiali, al punto che nei contenuti sembrano realizzati con copia-incolla da Chatgpt. Come un ragazzino che deve fare il tema alle scuole medie.

Ed è infatti del contenuto del post che vogliamo parlare.

POST INGV

Già il titolo è raccapricciante. Il freddo anomalo di questi giorni – per l’INGV – è “tempo impazzito” e “anche un segnale del cambiamento climatico“. Bah. Mia nonna, che è morta 30 anni fa, mi raccontava che suo nonno, nato nel 1851 e morto nel 1923, ogni volta che tornava dai campi dopo un temporale o una grandinata, non ci vedeva dalla rabbia e urlava che “il tempo è impazzito“, e loro – le nipotine – si divertivano a vederlo pieno di collera ripetere sempre le stesse cose. E lo prendevano in giro per questo. Più di cento anni fa.

L’umanità è costellata di testimonianze che documentano un rapporto di odio-amore con il meteo, considerato “impazzito” ogni volta che non compiaceva le esigenze umane.

Sarà stato un mandriano a pubblicare il post dell’INGV con un titolo così “populista“, come direbbero gli snob dei nostri tempi?

Ma andiamo oltre.

Il post dell’INGV zeppo di anti-scienza e pregiudizio ideologico

In questi giorni molte regioni italiane stanno vivendo un’ondata di freddo insolita per la stagione, con anomalie negative di temperatura anche di -10 °C“. E questo è corretto.

Ma come può esserci gelo, se il pianeta si sta riscaldando?“.

La domanda della disperazione.

Li immaginiamo lì arrovellati ad interrogarsi interiormente su come sia possibile che arrivi un freddo così anomalo mentre il pianeta si sta riscaldando. La risposta dovrebbe essere semplice, banale, scontata. Un organismo di scienza neanche dovrebbe formulare una simile richiesta, perchè è notorio quanto il cambiamento climatico sia un processo lento e graduale, secolare, e di livello planetario, che quindi non sottintende la fine del freddo o della neve.

Il problema, però, è che il racconto mediatico e politico sul cambiamento climatico, negli ultimi decenni, pone la questione in modo diverso: “non ci sarà più la neve, non si potrà più sciare“, “ogni anno farà più caldo di prima“, “non dovremo più utilizzare i giubbotti“, “la Sicilia diventerà un deserto“, “Venezia sarà sommersa dal mare per l’innalzamento delle acque provocato dallo scioglimento dei ghiacciai“, “l’umanità si estinguerà per l’apocalisse climatica” e fandonie simili. Fandonie conclamate, perchè Venezia doveva essere sommersa nel 2000, la Sicilia doveva diventare un deserto nel 2005, l’umanità sarebbe dovuta collassare entro il 2023.

E gli allocchi che hanno creduto a quelle cretinate, oggi si interrogano disperati: “Ma come può esserci gelo, se il pianeta si sta riscaldando?“.

La risposta è raccapricciante, almeno quella fornita dal post dell’INGV. “Dipende dalla complessa dinamica dell’atmosfera. Il riscaldamento globale non significa temperature sempre e ovunque più alte: significa un clima più instabile, dove le masse d’aria si spostano in modo diverso da come eravamo abituati“.

Serve un traduttore.

Che significa che il riscaldamento globale provoca un “clima più instabile“? Non è mai stato provato scientificamente nulla del genere. Il riscaldamento globale provoca temperature medie globali più alte nel corso dei secoli e dei decenni. Per definire l’ordine di grandezza, parliamo di +1,2°C circa negli ultimi 160 anni circa. Quindi la temperatura media globale della Terra è aumentata di poco più di un grado centigrado in un lasso di tempo vicino agli ultimi due secoli.

Nulla di catastrofico, in realtà. E invece il testo pubblicato dall’INGV trasuda idee preconcette, già nel lessico. L’esempio, già palese dal “tempo impazzito” del titolo, è proprio nel “clima più instabile, dove le masse d’aria si spostano in modo diverso da come eravamo abituati”. Quell’aggettivo “instabile” tradisce proprio una visione ideologica e preconcetta da parte del misterioso autore del post. Cosa significa stabile e cosa instabile? In che modo il dopo è peggio del prima? Se il clima cambia in modo naturale, non si può assumere che il clima di prima sia meglio di quello di dopo, che viene definito instabile (aggettivo intrinsecamente connotato in senso negativo). Quindi questo è un modo mascherato per dire che il cambiamento climatico è causato dall’uomo. Se invece di instabile avessero scritto banalmente “diverso“, sarebbe stato più corretto sotto il profilo scientifico, senza tradire pregiudizi di merito.

Ma le assurdità continuano.

L’Artico, ad esempio, si sta riscaldando molto più rapidamente del resto del pianeta — un fenomeno chiamato amplificazione polare. Questo riduce il contrasto termico tra i poli e le medie latitudini, indebolendo la corrente a getto (il flusso d’aria che separa le masse fredde da quelle calde). Quando il vortice polare si indebolisce o si deforma, parte dell’aria gelida artica può scendere verso sud, portando freddo e neve anche dove non li aspettiamo“. E invece questa è esattamente la dinamica del vortice polare che provoca da sempre, dai secoli dei secoli, tutte le più grandi ondate di freddo della storia.

Quindi no, queste ondate fredde non smentiscono il cambiamento climatico“. Chi lo ha mai detto? Chi avrebbe mai sostenuto l’assurdità secondo cui queste ondate di freddo smentirebbero il cambiamento climatico? 

Al contrario: sono uno dei suoi effetti più controintuitivi“.

E daje, direbbero a Roma! Le ondate di freddo come effetto del cambiamento climatico è una burla, un modo intellettualmente disonesto per prendere in giro la gente.

Il post si chiude con una chiosa da manuale di chatgpt: “Il sistema climatico terrestre sta cambiando in modo rapido e complesso. Comprendere come si collegano fenomeni come il riscaldamento artico, la circolazione atmosferica e gli eventi estremi è fondamentale per prevedere e adattarci al clima che verrà“.

La verità è che meteo e clima sono due cose diverse. Sempre

Il vero punto è un altro: il meteo e il clima sono due cose diverse. Se in Italia un giorno, una settimana, un mese, fa freddo o fa caldo, non c’entra mai nulla con il cambiamento climatico, che si misura a livello planetario e su lunghi periodi. Peccato che questa banalità scientifica venga ribadita soltanto durante periodi freddi, come quello in corso. Quando fa caldo, invece, i catastrofisti del cambiamento climatico, auto celebrati come gli unici unti dalla verità assoluta, come i colti, i migliori, gli illuminati, cadono nella speculazione e cavalcano ogni normalissima ondata di caldo meteorologica per attribuirla erroneamente al cambiamento climatico.

Che come abbiamo visto non c’entra mai nulla rispetto a ciò che succede “qui e ora“. Perché è vero, il meteo e il clima sono due cose diverse. E lo sono sempre, non solo quando fa freddo a casa nostra. Non solo quando conviene a chi racconta quello che succede sulle nostre teste tradendo la scienza, e facendo politica.