Nessun chiarimento. Nessuna risposta. Nessuna indagine interna. Al contrario, tutto va bene, tutto è giusto, tutto è perfetto. Persino il collettivismo nella prassi scientifica, che è un autentico delirio. Non siamo così presuntuosi da aspettarci una risposta agli interrogativi che abbiamo posto, in modo giornalistico, rispetto alle modalità e ai contenuti di una pubblicazione anonima su una pagina social riconducibile all’INGV, ma non ci aspettavamo neanche di ricevere addirittura minacce di denunce legali (configurabili come temerarie rispetto alla libertà di stampa).
Fatto sta che – per tramite dell’Ufficio Stampa – abbiamo ricevuto una richiesta di diritto di replica, che riconosciamo pienamente pubblicando integralmente le parole del Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dott. Fabio Florindo, in relazione all’articolo“Clima, adesso anche l’INGV scivola nel catastrofismo: un post (anonimo) sui social con giri di parole per sminuire il freddo di questo periodo”, pubblicato dal sottoscritto, direttore responsabile di MeteoWeb. Una risposta che merita ulteriori commenti.
La replica del Presidente INGV Florindo
“L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), come da Statuto, non si limita allo studio di terremoti e vulcani, ma è strutturato in tre Dipartimenti – Terremoti, Vulcani e Ambiente. Proprio il Dipartimento Ambiente raccoglie ricercatori e progetti dedicati a climatologia, oceanografia, meteorologia spaziale, geochimica e geotermia. Sono temi di ricerca di punta, finanziati a livello nazionale e internazionale, con risultati pubblicati su riviste scientifiche e condivisi con la comunità scientifica internazionale. I ricercatori dell’INGV sono scienziati di fama internazionale, autori di pubblicazioni di alto profilo e riconosciuti come eccellenze in ambito geofisico, ambientale e climatico. Parte integrante della loro missione è anche la divulgazione: trasferire i risultati della ricerca a un pubblico più ampio possibile, in modo accessibile ma scientificamente rigoroso. I contenuti diffusi attraverso i canali ufficiali e tematici dell’INGV, comprese le pagine social dedicate, riflettono esattamente questo impegno: dare voce a chi svolge quotidianamente attività di ricerca e monitoraggio nei diversi settori delle geoscienze. L’INGV, come tutti gli enti di ricerca, ha la responsabilità non solo di produrre conoscenza, ma anche di condividerla. È così che contribuiamo a costruire consapevolezza scientifica nella società, in un campo – quello dei rischi naturali e ambientali – che riguarda direttamente la vita quotidiana dei cittadini.
Il post pubblicato sulla pagina Facebook “INGV Ambiente” non è “anonimo”: si tratta a tutti gli effetti di un contenuto tematico, diffuso attraverso un canale ufficiale dell’INGV. Come accade normalmente nella comunicazione di enti pubblici di ricerca, i post social non riportano la firma individuale perché esprimono la voce di un gruppo di lavoro tematico dell’Istituto, non del singolo autore.
Il post di INGV Ambiente non contiene alcun elemento “anti-scientifico”: riporta un fatto osservato e misurato, cioè un’anomalia termica negativa fino a –10 °C in alcune regioni italiane, come registrato da diverse fonti meteorologiche. Riconoscerlo non è un’opinione né un pregiudizio, ma una semplice constatazione basata su dati oggettivi. Inoltre il tema di come il cambiamento climatico (di lungo termine) stia influenzando la frequenza, l’intensità, la durata e gli effetti di eventi meteorologici estremi, è documentato da autorevoli articoli scientifici (https://xaida.eu/climate-change-and-cold-spells/, https://www.worldweatherattribution.org/analysis/cold-spells/) e agenzie internazionali (https://www.worldweatherattribution.org/, https://www.metoffice.gov.uk/research/climate/understanding-climate/attributing- extreme-weather-to-climate-change, https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/chapter/chapter- 11/).
Alludere che l’INGV e il suo personale siano degli “allocchi” che credono a delle “cretinate” – che in realtà sono evidenze scientifiche – è certamente una allusione gravemente lesiva della dignità e dell’immagine dell’Istituto e certamente ingiuriosi. L’INGV non fa politica tradendo la scienza, questo è un attacco molto grave e lesivo dell’immagine stessa dell’Istituto. Il senso del testo non era politicizzare l’informazione, ma accompagnare un dato reale con la spiegazione divulgativa di come singoli episodi meteorologici si inseriscano in un quadro climatico più ampio. Questa è la prassi della comunicazione scientifica: partire dall’osservazione puntuale per inquadrarla nel contesto più generale“.
La nostra contro replica
Entriamo nel merito della risposta. Ben venga lo scopo divulgativo anche su altre scienze rispetto a quelle di principale riferimento dell’Istituto. Ma sostenere che il post non fosse anonimo è quantomeno fantasioso: non ha alcuna firma, e il collettivismo nella scienza non esiste. Se davvero il Presidente non vuole considerare anonimo quel post, dovrebbe chiarire qual è il gruppo di ricerca o di lavoro che lo ha realizzato, chi sono i membri del gruppo, e quindi dare nomi e cognomi ai sostenitori di quelle tesi e di quei contenuti. Altrimenti è e rimane tecnicamente, deontologicamente, scientificamente e anche legalmente “anonimo“, se non genericamente riconducibile all’INGV nel suo complesso.
Rispetto al nostro articolo, poi, appare molto chiaro che mai il termine “allocchi” o il riferimento alle “cretinate” sia riferito all’INGV o ai contenuti dell’INGV, ed emerge molto chiaramente dalle frasi in cui questi termini sono state utilizzate: non rispetto al contenuto del post, ma ad apocalittiche profezie dei catastrofisti climatici che sono già state smentite dalla storia. Che oggi il Presidente INGV risponda sentendosi accusato di insulti così gravi, che mai avremmo fatto nei confronti di alcun componente INGV, dispiace e significa che non ha neanche letto l’articolo a cui oggi ha risposto ricevendo su MeteoWeb tutto lo spazio richiesto.




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