COP30 all’orizzonte, l’Europa a un bivio climatico: obiettivi 2035 e 2040 ancora in sospeso

Nonostante le difficoltà, l’Europa mantiene la propria leadership finanziaria nella lotta ai cambiamenti climatici

Manca meno di una decina di giorni alla COP30 di Belém, in Brasile, e l’Unione Europea non ha ancora formalmente approvato i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra per i prossimi quindici anni. La Commissione Europea propone una riduzione del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, ma i 27 Stati membri non hanno trovato un accordo. Per evitare passi falsi alla conferenza ONU, a settembre è stato delineato un compromesso minimo per il 2035: taglio tra il 66,25% e il 72,5%, pur non vincolante. Le negoziazioni si concentrano su 2 punti critici: la quota di crediti di carbonio internazionali, che alcuni Paesi vorrebbero estendere oltre il 3% proposto da Bruxelles, e le incertezze sui pozzi di carbonio naturali, come foreste e suoli, fondamentali per assorbire CO₂. Altri Stati, tra cui Polonia e Francia, discutono la tempistica di estensione del mercato delle quote di carbonio al riscaldamento domestico e al trasporto su strada.

I ritardi riflettono tensioni politiche ed economiche: il recente spostamento a destra dell’UE, la competitività industriale e le pressioni dei Paesi più dipendenti dalle energie fossili. Nonostante le difficoltà, l’Europa mantiene la propria leadership finanziaria nella lotta ai cambiamenti climatici, con 31,7 miliardi di euro mobilitati nel 2024, e conferma l’impegno a guidare la transizione ecologica.