Il mese di ottobre 2025 preannuncia una vera e propria sinfonia celeste: da una parte le Orionidi, rapide stelle cadenti nate dai resti della celebre cometa di Halley, dall’altra le Tauridi, che quest’anno vivranno una fase eccezionale con la comparsa di spettacolari bolidi luminosi. A completare il quadro, un ospite d’eccezione: la cometa Lemmon (C/2025 A6), una viaggiatrice cosmica che non si avvicinava alla Terra dal VII secolo e che tornerà soltanto tra oltre mille anni. Tutti questi eventi si concentreranno nello stesso periodo.
Orionidi, figlie della cometa di Halley
Dal 2 ottobre al 7 novembre, la Terra attraverserà la scia di polveri lasciata dalla cometa di Halley. Il picco delle Orionidi è atteso tra il 21 e il 22 ottobre, proprio in coincidenza con la Luna Nuova, e ciò garantirà condizioni ideali di visibilità. Gli osservatori potranno contare su circa 20 meteore all’ora, rapide e luminose, spesso accompagnate da persistenti scie verdi o azzurre. Le Orionidi sono celebri per la loro velocità, che le rende particolarmente suggestive, come minuscole scintille che attraversano il buio autunnale.
Tauridi, lo “sciame di bolidi”
Non meno spettacolare sarà lo sciame delle Tauridi, che quest’anno vivrà una delle sue rare “annate-sciame” (swarm years). Attive dal 13 ottobre al 27 novembre, le Tauridi si distinguono per i bolidi, meteore lente ma molto brillanti, in grado di superare in luminosità persino Venere.
Il fenomeno avrà 1fasi principali: un primo aumento di attività intorno al 14 ottobre, con scie lente e persistenti, e un secondo culmine il 3-4 novembre, quando i bolidi raggiungeranno la massima frequenza.
Il radiante dello sciame si trova nella costellazione del Toro, nei pressi dell’ammasso stellare delle Pleiadi: un punto facilmente riconoscibile e suggestivo, che diventerà il cuore luminoso di queste notti autunnali.
Cometa Lemmon: un incontro che capita una volta nella vita
A completare questo trittico celeste ci sarà la cometa Lemmon (C/2025 A6), scoperta a gennaio 2025 dal Mount Lemmon Survey in Arizona. Si tratta di un visitatore rarissimo: il suo ultimo passaggio nel Sistema Solare interno risale al VII secolo e non tornerà prima dell’anno 3421.
Il momento clou sarà a metà ottobre, quando la cometa apparirà vicino al Grande Carro, visibile tutta la notte dalle latitudini settentrionali. Il suo colore verde, dovuto alla fluorescenza del carbonio diatomico che brilla sotto la luce solare, potrebbe renderla visibile persino a occhio nudo nei cieli più bui. Il 21 ottobre, giorno della sua massima vicinanza alla Terra, coinciderà con il picco delle Orionidi e con la Luna nuova.
Un cielo di fuoco e aurore
Ottobre 2025, oltre a Orionidi, Tauridi e cometa Lemmon, potrebbe riservare anche lo spettacolo delle aurore boreali, favorito dall’aumento dell’attività solare. Immaginate una notte in cui si possano osservare insieme una cometa verdastra, bolidi luminosi e luci colorate dell’aurora.
E dopo ottobre…
Gli spettacoli celesti non finiscono qui. A novembre arriveranno le Leonidi (picco il 16-17 novembre, circa 15 meteore/ora con Luna quasi assente), mente a dicembre saranno regine le Geminidi, considerate lo sciame più spettacolare dell’anno: fino a 150 meteore multicolori l’ora nelle notti del 13-14 dicembre, ancora una volta con condizioni favorevoli grazie a un cielo scuro. Infine, poco prima di Natale, le Ursidi chiuderanno la stagione con una pioggia di meteore.


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