La Terra continua a danzare sotto un cielo illuminato da spettacolari aurore Dal 29 settembre il nostro pianeta è interessato da una tempesta geomagnetica che ha visto un aumento significativo della sua intensità, raggiungendo la classe G3, definita “forte”, secondo la scala dello Space Weather Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Non si tratta di un fenomeno isolato o di breve durata: la tempesta non è ancora finita. Anche se l’attività geomagnetica sta lentamente diminuendo rispetto ai picchi del 29 settembre, l’effetto Russell-McPherron continua a favorire l’interazione tra il campo magnetico terrestre e quello solare, mantenendo attiva una tempesta di livello G1-G2. Questo significa che nelle prossime ore le aurore boreali continueranno a brillare ad alta latitudine, offrendo spettacoli meno intensi ma altrettanto affascinanti.
Possibili effetti
Una tempesta geomagnetica di intensità G3 può avere ripercussioni anche sulla vita quotidiana e sulla tecnologia:
- Reti elettriche: possibili variazioni di tensione e sovraccarichi nei sistemi ad alta latitudine;
- Satelliti: rischio di malfunzionamenti e necessità di correzioni nell’orientamento orbitale;
- Navigazione e comunicazioni: interruzioni temporanee dei segnali GPS e disturbi nelle comunicazioni radio a onde corte.
Un fenomeno insolito e affascinante
Ciò che rende questa tempesta geomagnetica particolarmente interessante è l’assenza di un’espulsione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra, la causa più comune di aurore a bassa latitudine. L’evento è stato innescato dall’effetto Russell-McPherron, un fenomeno stagionale che si verifica intorno agli equinozi: il campo magnetico solare può allinearsi con quello terrestre, permettendo al vento solare di penetrare più facilmente nella magnetosfera. In pratica, basta questa “connessione invisibile” per generare aurore spettacolari, anche senza tempeste solari dirette.
L’aurora boreale
Le conseguenze della tempesta sono state visibili in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, le aurore si sono spinte sorprendentemente a Sud, fino al New Mexico e all’Illinois. Anche l’Europa non è stata da meno: nelle notti tra il 29 e il 30 settembre, un tenue bagliore rosato è stato immortalato sulle Alpi italiane, a Plan de Corones in Alto Adige.

